Riccardo Cucchi a Barinelpallone: “Bari ed il Bari, quanti ricordi! Colantuono tecnico ambizioso. Protti e Cassano…”

La nostra intervista ad uno dei più grandi radiocronisti Rai degli ultimi anni. Ecco il suo parere, e soprattutto i suoi ricordi, sul Bari e su Bari


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Tifo Bari
Tifo Bari

La radio, da sempre, esercita un certo fascino su chi la ascolta. Vale nella musica come nel calcio. Anzi, soprattutto nel caso dello sport più popolare del mondo: sa emozionare, sa coinvolgere. Un’arte che in pochi sanno interpretare con estrema efficacia. E Riccardo Cucchi, radiocronista Rai che da qualche giorno ha concluso la sua avventura con ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, è stato capace di far tutto questo. Come dimenticare, ad esempio, i suoi racconti durante il trionfale mondiale del 2006 in Germania? Oggi, in esclusiva per Barinelpallone.it, ha detto la sua sul Bari attuale e su quello del passato. Lui, d’altronde, i galletti ha spesso avuto modo di commentarli in Serie A, tanto al ‘Della Vittoria’ come al ‘San Nicola’.

Buon pomeriggio signor Cucchi. Come ci si sente ad aver appeso ‘le cuffie al chiodo’ dopo tanti anni di onorata carriera? Sono passati soltanto pochi giorni da Inter-Empoli…
“Molto bene, ma spiego il perché. Ho avuto l’onore ed il privilegio di raccontare tante partite per ‘Tutto il Calcio’ e su Radio 1. Una radio del servizio pubblico, per me è un privilegio anche perché ho coronato quello che era per me il sogno da bambino. E poi viene naturale pensare a gente del calibro di Ameri e Ciotti. Non ho rimpianti, sono felice e gioioso di tutto questo. Bello pensare anche all’affetto dimostrato da amici, ascoltatori, tifosi. Un radiocronista credo che fondamentalmente debba trasmettere onestà intellettuale durante il racconto delle partite”.

Che ricordi ha, da addetto ai lavori, del Bari e della piazza di Bari?
“Li ho commentati tantissime volte, sia nel vecchio e mitico ‘Della Vittoria’ che nel nuovo ‘San Nicola’. L’ultimo stadio, costruito per i mondiali del 1990, lo ritenevo all’epoca uno dei più belli del mondo dal punto di vista architettonico, anche se a lungo potremmo parlare di quella che è la sua funzionalità. Del Bari in verità mi interessavo anche da ragazzino, mi tornano in mente quei momenti in cui collezionavo le figurine. Ho visto giocare in tempi più recenti anche Bonucci e Ranocchia, dentro di me credevo che entrambi avrebbero avuto un buon futuro. E cosi è stato. Oltre a tutto questo della piazza pugliese ricordo la simpatia ed il calore della gente. Il calcio è bello perché a volte rappresenta anche la collettività, qui c’è quel tetto di unione che rappresenta al meglio la coesione collettiva”.

Quale, a suo giudizio, la squadra più forte dei galletti in tempi recenti? Senza dimenticare giocatori come Cassano o Protti, che in biancorosso arrivò primo nella classifica marcatori del 1995/96.
“Negli anni novanta, ad esempio, il Bari ha spesso avuto buone squadre. Di partire ce ne sarebbero davvero tante da ricordare, anche la Nazionale qui è venuta tante volte. Per quanto riguarda Cassano, dopo averlo visto giocare per la prima volta, eravamo tutti convinti di ritrovarci davanti ad un fenomeno straordinario. Sono ancora personalmente convinto che lui avesse qualità tecniche incredibili ed un potenziale enorme, non del tutto espresse. Certamente è uno dei pochi talenti nati negli ultimi anni e che avrebbe dovuto segnare in modo diverso la sua storia personale e quella del calcio. Igor Protti, invece, è un esempio di come il calcio possa concedere a calciatori straordinari i palcoscenici più importanti grazie al loro impegno, alla loro serietà e professionalità dimostrata con la maglia del Bari e non solo”.

Cosa pensa, invece, del Bari attuale? I galletti ora sono a ridosso della zona playoff e puntano a risalire diverse posizioni. La B, dal canto suo, presenta sorprese interessanti anche quest’anno.
“E’ un campionato molto combattuto quello della Serie B. Quest’anno, come spesso accade, ci sono alcune squadre più sorprendenti di altre. C’è sicuramente la Spal, in passato ci sono state anche Carpi e Frosinone. Ed è cosi che a volte le favorite, proprio come il Bari, soffrono un po’ la presenza di queste outsider. In ogni caso, credo che i galletti possano giocarsi sino in fondo le loro carte per valori tecnici e strutture societarie. Bari merita la Serie A come piazza, credo possa riuscirci. Si sa, i playoff sono un torneo a parte dove non sempre i favori del pronostico sono rispettati. Il ritorno dei galletti può essere un bene per la massima serie”.

Che tipo di allenatore è, dal suo punto di vista, Colantuono? Tante le soddisfazioni in A per lui, soprattutto con l’Atalanta. Ora vuol provare a far grande il Bari.
“Lui è un grande motivatore, un uomo di campo. Conosce molto bene il suo mestiere, ha ottenuto risultati importanti con le squadre da lui allenate. Ricordo la sua Atalanta, non era quella talentuosa ed oggi allenata ottimamente da Gasperini. Era un’altra squadra. Colantuono sa giocare al calcio, sa essere anche molto concreto sul piano tattico e dà concretezza più in generale al gioco delle sue squadre. Lo stimo moltissimo, è una persona straordinaria e piena di umiltà. Ma, allo stesso tempo, anche ambiziosa. E trovo giusto che la sua stessa ambizione coincida con quella del Bari”.

Cosa non ha funzionato, invece, con Stellone? Eppure soltanto un anno fa stava per centrare in A la salvezza col Frosinone…
“Nel calcio a volte ci sono storie strane. Pensiamo ad esempio al Genoa di Gasperini: sembrava un idillio infinito, con lui i rossoblù giocavano sempre bene. Lui poi ha avuto altre occasioni, ma sappiamo com’è andata a finire prima, ovviamente, dell’Atalanta. Stellone secondo me si è legato al Frosinone ed alla sua magnifica vicenda sportiva, culminata con la storica promozione in A. E non è detto che le condizioni che si creano in un determinato ambiente ed in una data squadra possano poi riprodursi altrove. Credo che debba acquisire ancora un po’ di esperienza, deve essere capace di reggere la pressione di piazze importanti come quella di Bari. Diciamo che, rispetto a Colantuono, dovrebbe migliorare su questo aspetto”.






About Domenico Brandonisio 2272 Articoli
Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

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