Sogliano ed il Bari insieme, una scelta nel segno della continuità. Ecco perchè è giusto così

Dopo gli ultimi anni di cambiamenti, il club biancorosso inizia a gettare le basi per il futuro. Attesi progressi sul campo



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Una scelta ponderata, di continuità e che può essere considerata segno di programmazione. Il Bari ha deciso di proseguire il suo rapporto con Sean Sogliano per altri due anni, fino al 2020. Il contratto del direttore sportivo coi galletti sarebbe scaduto al termine della stagione ora in corso.

LE RAGIONI DEL SI – Una fiducia anticipata, dunque, senza aspettare il risultato sportivo di questo campionato. Ci sta. Perchè il lavoro di Sogliano in effetti meriterebbe visioni e riflessioni più profonde: l’ex direttore sportivo del Verona non è soltanto un operatore di mercato. Sta progressivamente ridefinendo un assetto dirigenziale a livello di organigramma societario, gestione prima squadra e settore giovanile. Come? Attraverso la scelta di figure competenti nel proprio campo e che, allo stesso tempo, abbiano un legame positivo con il territorio. Una ventata d’aria nuova necessaria. L’obiettivo è quello di permettere al club di trarre sostanziosi benefici, attraverso un duro lavoro. Ma, come in ogni cosa, servirà il giusto tempo per apprezzare eventualmente i risultati.

MERCATO E ROSA – Il lavoro svolto sul mercato non va sottovalutato: c’è una differenza fondamentale rispetto alla passata stagione. Perchè se nell’estate 2016 Sogliano ha dovuto ereditare in corsa una situazione scomoda (vedi cambio vertici societari) ed ha dovuto agire con tempestività, quest’anno ha avuto invece la possibilità di pianificare per tempo ogni strategia. Grosso (a proposito: scelta coraggiosa e giovane, scommessa da vincere) ha avuto a disposizione lo zoccolo duro della rosa sin dal ritiro, Stellone no (e tanto meno Colantuono). Ciò incide parecchio nella formazione del gruppo, soprattutto se alle tue spalle – come quasi tutti i club di B – non puoi contare sui petroldollari o sulle risorse del ‘paracadute’ delle retrocesse. E’ stata inoltre abbassata l’età media del gruppo e della ‘formazione tipo’ con un mix di elementi esperti e forze fresche: 8 dei 13 giocatori scesi in campo contro l’Avellino sono nati dal 1990 in poi, mentre nell’8^ giornata del campionato 2015/16 (avversaria la Ternana al ‘Liberati’) tale numero si riduceva a soli due elementi. Ieri a far gol ci pensavano Maniero e Rosina, oggi Improta e Galano (riportato a casa dopo un anno e mezzo di…’esilio’). Nutrito è anche il numero di giocatori di proprietà (poco più di trenta, prestiti inclusi). Le ambizioni? Sempre quelle di arrivare quantomeno a disputare i playoff. Meglio però evitare proclami, partire a fari spenti non guasta mai…il recente passato insegna.

OBIETTIVO PROGRESSO – Fatte queste premesse è dunque lecito aspettarsi decisi miglioramenti sul campo di gioco ed in classifica. Sarà vero che la Serie A non si può pretendere e promettere subito, ma allo stesso tempo vanno bandite incomprensioni ed errori strutturali che nella passata stagione hanno portato il Bari a disputare un torneo molto avaro di soddisfazioni. Un campionato positivo sarà importante per convincere anche i tifosi più scettici sulla bontà del percorso intrapreso. I presupposti per unire entrambe le cose non mancano.






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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

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