E’ sempre e soltanto la solita storia. In trasferta il Bari è da C: perché il Brescia ci ha creduto di più?

Ieri al 'Rigamonti' la peggior prestazione in stagione. Esame di maturità fallito e limiti ingigantiti


L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare. I tempi per il salto di qualità sono ancora prematuri. A Brescia doveva esserci la notte magica, quella del momentaneo primato e contro una squadra – almeno sulla carta – in crisi. E invece così non è stato. Esattamente com’era accaduto a Vercelli il Bari perde la possibilità di finire al primo posto: se al ‘Piola’ si era riusciti a strappare almeno un punto, dal ‘Rigamonti’ la squadra di Grosso esce a testa bassa. Questa volta niente sviste arbitrali, la sconfitta è meritata e non ci sono alibi. Ennesimo esame di maturità fallito.

IL SOLITO FILM – Inutile girarci intorno: ieri a Brescia è andato in scena il solito, triste, déjà vu. Una storia che puntualmente si ripete da qualche tempo a questa parte. E’ incredibile notare come ciò sia potuto accadere con 10/11 della formazione titolare scesa in campo venerdì sera contro il Cittadella. Contro i veneti, nonostante la vittoria e la grinta mostrata, il Bari aveva palesato incertezze in difesa prestandosi talvolta alle iniziative degli avversari e, come molto spesso è già accaduto, solo dopo aver concesso il gol del vantaggio ha aumentato l’intensità riuscendo a portare a casa l’intera posta in palio. Contro le rondinelle, cosi come in molte delle passate trasferte, questi persistenti limiti sono stati ingigantiti e la sensazione è che lontano dal ‘San Nicola’ manchi anche una buona dose di fame e personalità. Errare è umano, perseverare è diabolico. Perché il Brescia – riprendendo le parole di Grosso – ha voluto il risultato più del Bari? Eppure le motivazioni per far bene non mancavano…

MALE LA DIFESA, POCHE IDEE – Dicevamo della difesa. Ieri è stata una giornata storta tanto nei singoli quanto nella fase stessa. In ritardo Marrone e Cassani sul primo gol subito e sul palo preso da Caracciolo, goffo Capradossi sull’autogol del 2-1. L’intesa con Micai, nella circostanza, ha ricordato in parte quella con Scuffet in Under 21 contro l’Ungheria. Effimera illusione, a conti fatti, il gol del solito (ed ottimo) Galano, che aveva fatto sperare in una svolta positiva. Per il resto i galletti – lenti, con poche idee e macchinosi – non hanno convinto contro un Brescia volenteroso, determinato e con grande corsa. E se l’Airone non stupisce più, è giusto sottolineare la buona prova dell’ex Furlan: ad oggi l’ex Ternana risulta essere un valore aggiunto per i lombardi. Ieri la sua continuità di rendimento è stata baciata anche dalla fortuna.

INCOSTANZA – Quella contro il Brescia, assieme alla gara contro il Venezia, è stata la peggiore disputata dal Bari da inizio stagione. Il tempo per recuperare c’è ed anche dopo stasera la classifica resterà corta, ma senza una decisa inversione di rotta è difficile poter pensare in grande. L’incostanza non paga mai, soprattutto in B. I galletti in casa sono da primato (15 punti su 18), in trasferta da Serie C (1 punto su 15). Per Grosso ed i suoi ragazzi si profilano giorni di profonde riflessioni e meditazioni.






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