L’eterno Brienza e quel Bari da favola nella ripresa. Zeman, è veramente questo il Pescara?

Grande giornata anche per Cissè ed Anderson, due mastini: l'olandese corre e difende per due



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Ciccio Brienza
Ciccio Brienza

Il miglior Bari in casa della stagione è quello visto ieri contro il Pescara. Senza se e senza ma, soprattutto nella ripresa: la formazione di Grosso mai fino ad ora aveva espresso una tale intensità come in questi ultimi 45 minuti di gioco. Da Brienza a Cissè, passando per Anderson, la vittoria ottenuta ha tanti padri. La crescita del gruppo continua, in attesa di una decisa svolta anche in trasferta.

BENTORNATO CICCIO – Quando meno te l’aspetti, nel momento del dunque, ecco che spuntano. Sono i fuoriclasse, i crack, quelli che – detto in maniera gergale e spicciola – fanno la differenza e ‘spaccano’ le partite. Franco Brienza fa parte di questa categoria. Ha 38 anni, ne dimostra 28. Ci sono ma non si vedono, ma sanno come sorprenderti: la sua punizione dai 25 metri dà quel tocco di sublime ad una prestazione tanto generosa (e dispendiosa) quanto intelligente. Giusto così. L’ex Bologna non può essere impiegato per tutti i 90 minuti, va gestito e centellinato. Come se fosse Totti, facendo le dovute proporzioni. Grosso ci sta riuscendo ed i risultati sono sotto l’occhio di tutti. Buona gestione del match per l’ex campione del mondo.

ANDERSON, IL SOGNO CONTINUA –
Questo Bari non sarebbe stato tale senza Cissè e soprattutto Anderson. Se il primo è da qualche tempo una certezza in questa categoria, lascia ben sperare per il futuro il secondo. L’olandese in queste due uscite è parso un motorino inesauribile: corre e difende per due, attacca la profondità e ‘sfonda’ i muri avversari. A cui sfugge sempre. Proprio come il suo collega esterno. Verrebbe da chiedersi: perchè fino ad ora non lo aveva notato nessuno? Se uno così è stato nelle nazionali giovanili dell’Olanda in fondo un motivo ci sarà. Se il giochino durerà a lungo ci sarà da sfregarsi le mani. Le potenzialità sono ottime. L’ex Cambuur dalla sua ha anche l’età. E’ un classe 1995, quindi un under che può essere molto redditizio. Sta a lui ripetersi.

GROSSO BATTE ZEMAN, CHE DEVE RIFLETTERE –
A Grosso ora resta un solo grande tabù: sbloccarsi fuori casa. Un neo evidenziato nel dopo gara anche Zdenek Zeman. Il boemo, dal canto suo, avrebbe ben poco da sorridere. Il Pescara visto al ‘San Nicola’ ha ben poco della sua aggressività e spavalderia offensiva. Bene gli abruzzesi per buona parte della gara in fase di contenimento (in difesa Zampano e Mazzotta non sono gli ultimi arrivati in B) e non possesso, praticamente inesistenti in fase offensiva. Merito di Grosso – bravo in ostruzione – ma se i più pericolosi sono interpreti come Carraro e Brugman al posto di Pettinari o Mancuso vuol dire che qualcosa non va. Per sperare in un piazzamento playoff ci vorrebbe qualcosina in più. Il decano della Serie B ha dovuto inchinarsi davanti alla nuovissima leva della cadetteria. Che Pescara, comunque sia, la conserva nel cuore.








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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

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