Novara-Bari, la gara dei tanti ex biancorossi: le loro storie

Breve ritratto degli ex biancorossi ora in forza ai piemontesi, prossimi avversari in trasferta



Riccardo Maniero: uno degli ultimi ex in ordine cronologico a trasferirsi dal Bari al Novara
Riccardo Maniero: uno degli ultimi ex in ordine cronologico a trasferirsi dal Bari al Novara

Sabato, oltre al Novara, il Bari andrà a sfidare una parte del suo recentissimo passato. Sono ben 5, infatti, gli ex biancorossi che ora vestono la maglia dei piemontesi azzurri. Tutti loro, in un modo o nell’altro, hanno lasciato un’impronta significativa durante la permanenza nel capoluogo pugliese. Qualcuno, però, non scenderà in campo al ‘Piola’…


L’IDOLO DELLA FOLLA – Lo è stato senza dubbio Daniele Sciaudone. Il bergamasco, nella stagione 2013/14 – diede il meglio di sé soprattutto negli ultimi mesi primaverili. Vittorie, selfie e messaggi tanto efficaci da infiammare ulteriormente una tifoseria, quella barese, vogliosa di riscatto ed affamata di vittorie. La A, dopo una lunga rincorsa, non arrivò. Nell’estate 2012 il ds Angelozzi lo prelevò dal fallito Taranto: con gli ionici sul campo avrebbe centrato la B, ma le penalizzazioni ed i guai societari allora in essere rovinarono tutto. Infelice il suo commiato dai biancorossi nel gennaio 2015. Il centrocampista classe 1988 non rientrò nei piani di mister Nicola e venne ceduto al Catania. Qualche mese prima un acceso diverbio coi tifosi fece molto discutere.

IL BOMBER – Lo è stato, almeno nella sua prima stagione in biancorosso (2015/16), Riccardo Maniero. Il giocatore – che tra Pescara e Catania nel 2014/15 aveva segnato 18 gol in 35 gare – fu accolto dai tifosi baresi con grande entusiasmo. Partì subito forte con una doppietta contro lo Spezia alla 1^ giornata, poi fu necessario attendere l’11^ giornata e la sfida contro la Salernitana per nuove gioie. A fine torneo il napoletano collezionò 13 gol, ma non riuscì a portare il Bari in A. Peggio andarono le cose nella passata stagione: non ci fu grande feeling col nuovo corso e dopo le 6 reti messe a segno nel girone d’andata venne relegato in panchina. A lui si preferirono anche i nuovi arrivi di gennaio (Raicevic, Floro Flores).

I LAVORATORI SILENZIOSI –
Lo sono stati i due Marco, Chiosa e Calderoni. Solo un anno coi galletti per il primo: fu proprio quello della ‘Meravigliosa Stagione Fallimentare’, riuscì a distinguersi bene. Rientrò al Torino senza fare più ritorno in riva all’Adriatico, se non da avversario. Nel 2014/15 sfiorò ancora una volta via playoff la Serie A, con l’Avellino di Rastelli. Durò più a lungo coi galletti Marco Calderoni: due stagioni (2013/14 e 2014/15), con gioie e amarezze. Playoff persi contro il Latina il primo anno, stagione incolore il successivo. Si distinse come autentico motorino sulla fascia sinistra, prima di approdare proprio nel club pontino. Il rinnovo della comproprietà del suo cartellino col Chievo Verona, a giugno 2014, fu una delle primissime operazioni di mercato dell’ex gestione Paparesta.

IL FANTASISTA – Lo è stato, almeno sulla carta, Gianluca Sansone. L’attaccante potentino fu accolto con entusiasmo dai tifosi biancorossi: nel 2014/15, a Bologna, si rivelò decisivo ed aiutò in maniera decisa i felsinei a centrare la promozione in Serie A. I numeri parlano chiaro: 23 presenze e 7 gol da gennaio in poi, andò sempre a segno durante i playoff contro Avellino e Pescara. Positive furono anche le precedenti esperienze con Frosinone (10 gol nel 2010/11) e Sassuolo (2011/12, addirittura 20). In biancorosso, invece, si vide poco (2015/16). Male sotto la gestione Nicola, un po’ meglio sotto quella di Camplone. Bilancio? Collezionò in campionato 32 presenze e 5 gol. Pochi ma belli, soprattutto su punizione. Scese in campo nell’ultimo derby del Bari contro il Foggia (9 agosto 2015, 1-2, Coppa Italia). A Novara, nella passata stagione, ha collezionato 36 presenze e 5 reti.





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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

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