Fine delle illusioni da primo posto. Adesso il Bari non perda compattezza

Palermo superiore. Ma già da Perugia la musica cambi: vietato ripetere il finale di due stagioni fa, sarebbe deleterio


Bari-Palermo, finale di gara: Basha sconsolato e accovacciato, rosanero esultanti: la fotografia del match del 'San Nicola'
Bari-Palermo, finale di gara: Basha sconsolato e accovacciato, rosanero esultanti: la fotografia del match del ‘San Nicola’

No, non è un Bari da primo posto. E non è ancora una grande squadra, non del tutto. Lo studio continua. La sentenza, decisa, è arrivata ieri sera al termine della sfida del ‘San Nicola’ contro il Palermo: troppo evidente il divario col sodalizio rosanero, che sino a poche ore fa aveva lo stesso numero di punti in classifica dei galletti. Ma il campo ha detto altro. E non mente mai. Perchè i siciliani sono stati superiori nella tecnica, nella corsa, nel palleggio e nelle idee. Sarà la svolta del loro campionato?Poco senso avrebbe appellarsi ad eventuali rigori non concessi o alla presenza di un terreno di gioco non in perfette condizioni.

PALERMO,LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – Il Bari ha tenuto botta, finché ha potuto. Lo ha fatto abbastanza bene per un’ora, subendo la forte pressione dei rosanero ma senza crollare. Resistere e ripartire, sfruttando gli eventuali errori dei siciliani. Ma quando i ragazzi di Grosso hanno cercato di cambiare strategia ed hanno premuto l’acceleratore, la gara ha assunto una svolta negativa. Soprattutto il secondo gol è suonato come una mazzata psicologica dura da digerire. Pochi ed inutili spazi concessi, per il resto, a gente come Brienza e Galano. Inefficace – in casa è una novità – la fase difensiva. E complimenti alla formazione allenata da mister Tedino: ha praticato un calcio pulito, piacevole. Proprio come il Pordenone dello scorso anno. Se poi il tuo asso nella manica si chiama Coronado…uno che quando vede il Bari si esalta come pochi. Meritato l’applauso del pubblico a fine gara.

COME COL CAGLIARI 2 STAGIONI FA – A qualcuno la sconfitta maturata ha ricordato il mesto déjà vu di due stagioni fa. Effettivamente le analogie non mancano: col Cagliari, tra andata e ritorno, non ci fu partita. Altri tempi, altri allenatori ed altre storie: ma la cabala, quella si, resta la solita. E se lo 0-3 ricorda a tratti la sconfitta subita nel maggio 2016 da Camplone, la paura è ora quella che possa ripetersi il filotto di sconfitte del dicembre 2015. Allora fu un mese maledetto. Il Bari, terzo ed a soli due punti dai sardi, perse fuori casa lo scontro diretto e capitolò anche contro Brescia e Trapani. Risultato? Mister Nicola conobbe l’esonero.

RESTARE UNITI – E’ dal passato che si può trarre insegnamento e lavorare affinché la storia non si ripeta. Questo Bari ha dimostrato di non essere da primato, forse non lo è mai stato per davvero. Ma i valori complessivi restano e, con le altre formazioni, è possibile giocarsela senza sfigurare. Altri piazzamenti e gli stessi playoff non sono un’onta, soprattutto pensando ai pronostici estivi. Chi avrebbe mai potuto pensare (non sperare…) concretamente ad uno scontro diretto di tale portata coi siciliani? La classifica resta più o meno la stessa, non è assolutamente deficitaria. Non male considerando anche come lo stesso ds Sogliano ritenga vi siano almeno altre 6 squadre più competitive. Ora è fondamentale restare uniti, mantenere equilibrio e compattezza a 360 gradi. Da parte di tutti. Solo uniti si vince: ricominciare a farlo già da Perugia sarebbe una gran cosa.






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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

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