Bari, tempo di bilanci: affrontare il 2018 con positività, facendo tesoro degli errori, e col massimo impegno. Il resto verrà da sè…

Le nostre ultime riflessioni di questo 2017 e gli auguri a tutti voi, affezionati lettori



Giocatori del BariIl 2017 sta emanando gli ultimi bagliori di luce prima che il nuovo anno lo eclissi definitivamente. Il concetto di tempo ha da sempre diviso scienziati e filosofi, ma non c’è bisogno di essere dei particolari “cervelloni” per capire che il capodanno sia in fondo solo una convenzione. Un giro di boa che però può servire a tirare un bilancio di quelli che sono stati gli ultimi 365 giorni e a tracciare la strada da percorrere nel 2018, col proposito di portare con sè quanto di positivo si è riuscito a combinare, facendolo germogliare come una pianta innaffiata con cura. Ma soprattutto con la ferma volontà di non ripetere gli errori commessi, traendo da essi il giusto insegnamento.


Per il Bari è stato un anno particolare, fatto come sempre di gioie e dolori. I galletti hanno terminato senza infamia e senza lode la scorsa stagione e completato in maniera più che dignitosa, con diversi nuovi protagonisti, la prima parte di quella attualmente in corso. Il terzo posto in classifica è il tipico fiore all’occhiello che impreziosisce il buon lavoro svolto fino ad ora e premia una squadra che, soprattutto in casa (più raramente in trasferta), ha dato dimostrazione di avere un gioco e delle idee. E’ normale che il primo a meritare i complimenti sia Fabio Grosso. Sebbene sia alla sua prima esperienza tra i professionisti, il tecnico romano si sta comportando egregiamente, soprattutto nella gestione di un gruppo composto da tanti (in alcuni casi, troppi) elementi più o meno dello stesso valore. Per giunta in una piazza che è tutt’altro che facile, se non altro per le grandi aspettative (e le inevitabili pressioni) di una tifoseria che non vede l’ora di tornare a calcare palcoscenici importanti.

La copertina la merita senza ombra di dubbio Cristian Galano. Una specie di marziano, finito chissà per quale motivo in una categoria che gli va certamente stretta. Tredici gol all’attivo e numeri d’alta classe, un girone d’andata giocato in maniera ineccepibile. Per buona parte di questi primi 4 mesi di campionato, a distinguersi è stato anche Riccardo Improta, autore di 7 centri, sebbene ultimamente sembra stia un po’ tirando comprensibilmente il fiato. Sono mancati i gol dei centravanti, questo si. Troppo poco quanto fatto in termini realizzativi dai vari Nenè, Cissè, Floro Flores e Kozak. Forse perché si sono messi maggiormente a servizio dei compagni finendo per “guardare” di meno la porta avversaria e favorendo l’inserimento degli esterni, ma da loro ci si aspetta molto di più nel girone di ritorno.

A centrocampo si sono distinti Tello e talvolta Basha, mentre si è rivelato una piacevole sorpresa Petriccione. Anche in questo caso è però d’obbligo sottolineare le gesta di uno che ha sempre fatto la differenza quando impiegato dal mister. Franco Brienza non ha bisogno di presentazioni, per lui parlano la carriera e le tante giocate sopraffine che hanno sempre soddisfatto anche i palati più esigenti nonostante le 38 primavere sul groppone.

Il reparto che meno ha convinto è stata la difesa. Sugli esterni è andata bene grazie soprattutto alla scoperta di uno stantuffo come Anderson e al recupero completo di un Sabelli tornato ad alti livelli. Al centro, i vari Tonucci, Capradossi, Gyomber e Marrone non hanno sempre fatto dormire sonni tranquilli a Micai e ai tifosi baresi. Troppe indecisioni e sbavature che d’ora in poi l’innesto di Diakitè potrebbe aiutare a tamponare consentendo a chi gli sta vicino di guadagnarne in termini di convinzione e sicurezza.

Il Bari è però un cantiere aperto. Un laboratorio che ha sperimentato molto (anche in termini di modulo, passando dal 4-3-3 al 3-5-2 per poi provare il 3-4-3 e tornare infine al punto di partenza) e alla fine ha trovato una propria fisionomia. Grosso ha sempre affrontato con equilibrio questi primi mesi in Puglia, senza esaltarsi nei giorni belli o abbattersi in quelli difficili. Gli errori li ha commessi, pagando l’inevitabile scotto dell’inesperienza sulla panchina a certi livelli, ma ha sempre corretto il tiro dimostrando la propria intelligenza. Il mercato cambierà certamente la fisionomia della squadra barese. Non ci si aspettano per fortuna rivoluzioni, uno degli errori fatti in passato, ma qualcosa va fatta se si vuole restare competitivi in un campionato estremamente equilibrato, nel quale ci vuole poco per avere il sopravvento. C’è bisogno insomma di qualche nuovo innesto che faccia la differenza (non ci si dimentichi che nel girone d’andata il Bari non è riuscito a battere nessuna delle squadre più forti del torneo…) e di sfoltire la rosa. La società ha promesso di fare il possibile.

Cosa aspettarsi quindi dall’anno nuovo? Facile rispondere. La serie A. Ma il calcio è imprevedibile e la concorrenza spietata e allora andrebbe anche bene che i biancorossi si battessero sempre con ardore, onorando la maglia e se la giocassero fino alla fine. Senza che sorgano poi rimpianti per quanto non si è fatto. La piazza, questa massima serie la merita.

Permetteteci di chiudere facendo brevemente cenno alla nostra realtà editoriale. Abbiamo cercato in questo anno di migliorarci e di essere sempre al vostro servizio. Abbiamo cercato di raccontarvi con passione, ma anche professionalità e rispetto per la verità, quanto accaduto e siamo felici del riscontro (anche numerico) che abbiamo ricevuto. Personalmente ringrazio tutti i miei collaboratori che hanno svolto un lavoro egregio. Cercheremo di fare sempre meglio, nella speranza che i veleni, le insofferenze e le negatività che troppo spesso accompagnano il mondo del calcio, lascino sempre più posto alla frivolezza, alla spensieratezza e al piacere da parte di tutti di voler godere di quello che da sempre è definito “il gioco più bello del mondo”. Che resti sempre un gioco e che tutti non perdano la gioia e la voglia di cantare “Forza la Bari alè”. I veri problemi sono altri… Tanti auguri a tutti voi e che il nuovo anno porti a ciascuno la serenità e l’opportunità di inseguire e realizzare i propri sogni.





About Tommaso Di Lernia 444 Articoli
E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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