Tanti auguri “Vecchia Stella del Sud”. Per noi tifosi, sei e sarai sempre un uragano di emozioni…

Centodieci anni di vita per l'undici biancorosso nato il 15 gennaio 1908 per volere di Floriano Ludwig



LE INTERVISTE AI TIFOSI
DI TOMMASO DI LERNIA


Tanti auguri “Vecchia Stella del Sud”. Con oggi sono 110 primavere sul groppone, 110 lunghi anni durante i quali hai regalato ad intere generazioni gioie e dolori. Per la verità più dolori che gioie. Ma non fa nulla. Chi si è innamorato di te, in fondo, sapeva molto bene a cosa andasse incontro. Quando è scoccata la fatidica scintilla, nessun tuo tifoso ha mai pensato, anche per un solo istante, di poter fare incetta di trofei e vittorie. Se fosse stato quello l’obiettivo, avrebbe optato per altre signore più “aristocratiche”. E invece tutti noi abbiamo scelto te. Si, proprio te. Senza esitare. Altro che Juventus, Inter, Milan o chissà quale altra squadra blasonata. Non c’è paragone. Abbiamo preferito una signora “operaia”, senza battere ciglio. Insieme a te abbiamo imparato a combattere, ad arrangiarci con poche risorse, a dare sempre il massimo, a soffrire e a gioire per ogni pur piccola soddisfazione. A metterci sempre il cuore e a buttarlo oltre l’ostacolo, se necessario. Con la consapevolezza che nella vita bisogna guadagnarsi tutto e che nulla ci è concesso senza versare il sudore della nostra fronte.

Con te abbiamo condiviso la spensieratezza e l’irrequietezza dell’adolescenza. Siamo cresciuti. Siamo diventati uomini e, i più fortunati, sono riusciti anche a passare con te gli anni giudiziosi e confortanti della senilità. E mai, dico mai, qualcuno di noi ha pensato di mollare tutto. Anche nei momenti più difficili noi eravamo accanto a te. E tu accanto a noi. E’ proprio vero che nella vita, l’unica cosa che non si può cambiare è la fede calcistica. Quella vera, quella genuina, quella probabilmente anche un po’ ingenua che quando ti contagia non ti lascia più scampo. Ti toglie il respiro e ti marchia per sempre. Ti consente di vedere le cose con gli occhi di un bambino anche se ti ritrovi in là con gli anni. Anche se hai visto cose brutte e hai perso per strada qualche persona cara. Anche se le rughe ti stanno a ricordare le sofferenze che hai dovuto sopportare e ti scavano l’animo ancor più che in viso.

Bandiere del BariCi hai stregato sin da subito con quelle tue maglie biancorosse. Tanto semplici, quanto affascinanti. Si, perché noi tifosi siamo affascinati dalle cose semplici. Dai valori della lealtà, della fedeltà, del coraggio, della caparbietà. Ci hai ammaliato col profumo dell’erba fresca del campo sin da quando qualcuno ci ha accompagnato per la prima volta allo stadio “Della Vittoria” o, per i più giovani, al “San Nicola”. Quella distesa verde profumata segnata da linee bianche e contornata da bandierine colorate. Undici galletti ruspanti che inseguivano un pallone con la volontà e la speranza di regalarci piccoli ritagli di felicità. Una festa di emozioni che un bambino non può dimenticare. Se la porterà per sempre nella sua mente e nei suoi occhi.

Il resto lo abbiamo fatto noi, è vero. Le sciarpe, il tifo sfrenato, i cori a squarciagola, la “brasciola” sacrificata per 90 minuti di passione, le corse per arrivare in tempo sugli spalti, le trasferte memorabili, le nottate insonni, i pugni sul muro dopo una sconfitta e le braccia al cielo dopo una vittoria. Ci hai fatto assaporare il gusto amaro dell’insuccesso e quello dolce del trionfo, ma sempre con estrema sapienza, come un grande chef che sa miscelare ad arte i sapori e stregare il palato dei suoi commensali. Ci hai fatto toccare con mano il nostro orgoglio di baresi, il nostro amore verso una città ricca di contraddizioni, ma sempre meravigliosa. Pur sempre la “nostra terra”, col suo folklore, le sue tradizioni e la sua magia. Le nostre radici. Noi.

Stadio della vittoriaIn fondo, hai fatto vibrare i nostri quattro sensi come pochi riescono a fare. E allora che augurarti. Che augurarci. Lo sai che abbiamo un piccolo sogno. Che forse è lo stesso dei nostri padri e speriamo non rimanga tale per i nostri figli. Vorremmo anche noi ritagliarci un po’ di gloria, guardare tutti dall’alto, frequentare i “salotti bene” del grande calcio, nazionale ed internazionale. Calcare palcoscenici importanti, ma non da comparse e in maniera fugace. Bensì con un minimo di continuità. Smettere di essere “ascensori” e diventare piccole aquile che volano sempre più su. Se non dovesse essere possibile, però, non ti preoccupare. Stai certa che noi saremo sempre innamorati di te, anche senza la gloria che tanto inseguiamo da una vita. Anche senza i bagliori del successo e le luci della ribalta. Qualunque futuro tu abbia in serbo per noi, continueremo ad essere sempre accanto a te. Per altri 110 anni, se mai fosse possibile. Con la voglia di emozionarci e di continuare sempre a guardarti ancora con gli occhi puri e sognanti di quel bambino che sui gradoni di uno stadio ha imparato a stupirsi e ad innamorarsi. Della vita. Tanti auguri Bari, tanti auguri “Vecchia Stella del Sud”…





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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