Good job Liam! Sostanza e grinta nel segno degli altri predecessori britannici del Bari

Buono l'impatto dello scozzese con la nuova realtà italiana. A Glasgow qualcuno non ha gradito il suo addio


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La prima gioia a livello di squadra con la maglia del Bari è arrivata soltanto sabato. Ma in questo inizio di 2018 Liam Henderson è di sicuro tra coloro che meglio si sono distinti coi biancorossi. Questo giovane classe 1996 e nazionale Under 21 scozzese è entrato a far parte dell’organico di Grosso in punta di piedi.

L’INIZIO – Tutto nasce dalle difficoltà di spazio nel blasonato Celtic. Quasi impossibile trovare spazio nelle fila degli Hoops: a centrocampo mister Brendan Rodgers (ex Liverpool) gli preferisce i più esperti Ntcham e Benyu. Così campionato (1 presenza con 23′, 2 panchine) e Champions League sono osservate da semplice spettatore. Il Bari? Fiuta l’affare e non resta a guardare. Sfuma il ritorno all’Hibernian, viene meno il corteggiamento del Preston: Sogliano scende in campo. Il giocatore convince tutti in meno di due settimane, i risultati visti nelle amichevoli contro Trani, Fidelis Andria e Primavera non lasciano spazio ad alcun dubbio. Il tesseramento arriva a titolo definitivo.

I PRIMI PASSI COL BARI – Grosso punta subito su di lui: due partite da titolare (Empoli, Frosinone) e una da subentrato (Venezia), per un totale di 140′. Dietro quella faccia da bambino con le guance rosse sembra nascondersi un motorino mica male. E se fino alla gara del ‘Penzo’ era risultato tra quei pochi in grado di salvare la faccia, col Frosinone ha invece incarnato rabbia, grinta e furore di chi vuol dettare legge e superare un momento difficile. Il 6,5 attribuitogli dai colleghi de ‘La Gazzetta dello Sport’ è così spiegato: “E’ il pendolo che indietreggia per fare densità in mediana […] Instancabile, esce esausto”. Impossibile, allo stesso tempo, biasimare i convinti applausi del pubblico del ‘San Nicola’.

RIMPIANTI DI GLASGOW E PRECEDENTI BRITISH –
A Glasgow non tutti i tifosi hanno preso con filosofia la notizia della sua cessione. C’è chi la mette sul piano tecnico “Ma Ntcham è davvero più forte di lui?”, chi su quello della categoria “Per la Serie B è sprecato” oppure su quello affettivo “Ci mancherai. Un giorno tornerai più forte di adesso, magari titolare”. A Bari, se il buongiorno si vede dal mattino, il ragazzo promette bene. La speranza, non troppo celata, è che possa ripetere le gesta di altri calciatori britannici, anche se di sponda inglese. Come non ricordare Gordon Cowans e ‘Pallottola’ Rideout nel periodo 1985-1988? Al primo fu dedicato un motivetto in curva, il secondo mise a segno 23 gol in 99 presenze (6 in A, 10 e 7 nei due successivi tornei di B). Per non parlare di un certo David Platt, che nel 1991 era uno dei pilastri della nazionale dei Tre Leoni. Gli 11 gol siglati in 29 presenze, con tanto di fascia da capitano, non bastarono neppure per centrare la salvezza nel 1991/92. Ma la sua tenacia, ancora oggi, è rimasta nei cuori dei tifosi baresi che hanno vissuto quella sfortunata annata. I precedenti, dunque, sono di buon auspicio: lo spirito British da queste parti è sempre stato molto apprezzato. Il giovane Liam è invitato a proseguire questa tradizione…






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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

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