Milani a ‘Il Calcio che ci piace’: “Quel Bari-Latina un ricordo indimenticabile. Maran un grande mister”

Il doppio ex di Bari e Cittadella è intervenuto telefonicamente su radio Manbassa


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Nel corso della trasmissione radiofonica ‘Il Calcio che ci Piace’, diretta da Marcello Mancino coadiuvato da Domenico Brandonisio e Andrea Giotta, in onda ogni mercoledì su radio Manbassa, è intervenuto in diretta Andrea Milani, ex difensore di Bari e Cittadella: “Personalmente l’esperienza di Bari la ricordo come la mia annata migliore, penso di aver offerto delle ottime prestazioni. Erano degli anni in cui non c’erano grosse aspettative, però ottenemmo una salvezza alla penultima giornata vincendo contro la Juventus al ‘San Nicola’. Era un bel campionato con i bianconeri, il Napoli e il Genoa.”

Milani spiega i motivi dell’esonero dell’allenatore biancorosso della stagione 2006/2007, dopo una partenza lanciata della squadra:

“Per quanto riguarda l’esonero di Maran, che io ricordi, ci furono dei dissapori con il presidente per un episodio. La squadra era legatissima a lui, lo seguiva. A pochi giorni dall’allontanamento la squadra chiese un incontro con la presidenza per cercare di far riconfermare Maran. La società, però, non tornò indietro forse perché c’erano dei problemi a noi sconosciuti.”

Che ricordi hai di Maran?

Io arrivai a Cittadella avendo fatto due anni di C2 senza mai aver espresso un buon calcio, dunque ebbi bisogno di duro allenamento per stare al passo con gli altri. Trovai un mister molto preparato, studiava gli avversari tramite video, dunque anticipava quello che sarebbe stato in futuro. In campo era un allenatore che insegnava tanto, lavorava sui difetti. A Bari, ricordo, che lavorava già sulla fase offensiva, da grande tecnico.”

Sul doppio scontro playoff fra Bari e Latina, l’ex calciatore ricorda: “Una giornata indimenticabile. Fu uno spettacolo, ricordo lo stadio che era tutto pieno e colorato di bianco e rosso, con l’unico spicchio dei nostri tifosi che era impercettibile, penso che fossero un migliaio. L’aria che si respirava era pazzesca. Un Bari che non era partito benissimo, poi le difficoltà societarie e la squadra fu spinta letteralmente dall’entusiasmo dei propri sostenitori, che sono unici e sono una delle migliori tifoserie d’Italia. In campo fu una partita combattuta, soffrimmo anche abbastanza. Raggiungemmo il pari a pochi minuti dalla fine e poi il ritorno in casa fu anch’esso un grande incontro. Sono partite bellissime da giocare.

Questo è l’anno buono per il Bari?

Io penso che se la squadra troverà un po’ di continuità ci andrà in serie A. La rosa è abbastanza competitiva, l’allenatore non lo conosco di persona ma me ne hanno parlato tutti molto bene. E’ un tecnico con grandi idee, carisma. Secondo me, le basi ci sono tutte, è chiaro che dovrebbero avere più consapevolezza.

Campionato livellato verso il basso, sei d’accordo?

Se lo paragoniamo a dieci anni fa direi di si, però quest’anno c’è il Palermo che ha mantenuto la stessa squadra che aveva in A, l’Empoli ha preso giocatori di valore, il Parma ha fatto una buonissima campagna acquisti e il Bari ha fatto la squadra che sapete tutti. Rispetto a qualche anno fa si cerca di giocare di più e c’è più agonismo in campo.






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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio

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