D come Dignità: giusto cosi. Bari, adesso bisogna vincere per risalire

Una strada lunga e tortuosa attende i galletti, ora privi del recente e triste passato. Via al calcio giocato


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Game Over, l’attesa è finita: il Bari – dopo 64 lunghi anni – ripartirà dal campionato di Serie D. Una strada lunga e tortuosa attende il sodalizio biancorosso, ma nessuna resurrezione è stata priva di sofferenze. Non accadeva dal 1953/54.

D come Dignità, dunque. Ed è giusto cosi: i biancorossi, nonostante la ricca tradizione sportiva, non avevano alcun diritto al professionismo. I regolamenti, fin dal principio, parlavano chiaro. Solo un provvedimento ad hoc o, se preferite, una manna dal cielo (quale poteva essere la sentenza di oggi del CONI), poteva aprire spiragli imprevedibili. Non c’è stato poi modo di presentare le richieste di ammissione entro il 27 luglio, data ultima consentita per rientrare in C. Il nuovo Bari, peraltro, è stato assegnato a De Laurentiis solo il 31 luglio.

E non è tutto. Negli ultimi 7 anni Bari ha assistito nell’ordine a: retrocessione in B, calcioscommesse, fallimento pilotato, gestioni societarie molto poco solide, magnati di facciata, penalizzazioni, revoca del titolo sportivo e fallimento bis. Stavolta senza pilota al comando. Com’era possibile pretendere ulteriore grazia? Parole dure, le nostre. Ma, crediamo, obiettive. Per il resto sono stati tutelati gli investimenti dei club in regola, meno i regolamenti che invece dovrebbero determinare le vere composizioni numeriche dei campionati. Ma questa è un’altra storia.

Si ripartirà senza sconti. Risalire – potendo avere alle spalle grandi potenzialità economiche ed una buona organizzazione societaria – sarà più bello ed avvincente. Ora i tifosi si stringano intorno alla squadra: è tempo di tornare sugli spalti (finalmente) ed incitare i colori biancorossi. Domenica si riparte da Messina, il pallone può continuare a rotolare.






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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

3 Comments

  1. Basta con queste minchiate dei baresi contro i napoletani e i napoletani contro i baresi,mettetevi l’anima in pace, ora il presidente del Bari ha un nome e cognome: Aurelio De Laurentis,un vincente nato,ma ci ricordate cosa fu il Napoli 15 anni fa? Peggio del Bari,bel giro di una decina di anni ha portato il Napoli in Champions, fatti non parole.Amatelo!Ora,una grande festa a Brienza e Di Cesare che hanno accettato di giocare con la camiseta biancorossa,uomini con il cuore in un mondo dove non ci sono più valori ma solo dollari.Allora,stringiamoci e gridiamo a squarciagola:Forza Bari!Vamos a ganar,mi sa tanto che De Laurentis si innamorerà più del Bari in D che del Napoli in Champions!

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