Aldo Serena a BNP: “A Bari devo tutto, i tifosi non mollino. I DeLa? Intraprendenti”

Le parole rilasciate al nostro portale dall'ex attaccante biancorosso dei primi anni ottanta


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Solo un anno a Bari, ma intenso. Correva la stagione 1980-81: gli almanacchi segnalano uno score di 35 presenze e 10 reti, affiancato nel suo reparto da un certo Maurizio Iorio. Parliamo di Aldo Serena, ex grande attaccante classe 1959 nativo di Montebelluna. Fu portato in Puglia da Carlo Regalia e dal ‘Della Vittoria’ ha mosso i primi passi verso una carriera di spessore (Inter, Milan, Torino, Juventus e Nazionale, prendendo parte ai mondiali del 1990). La nostra redazione lo ha contattato per parlare dei galletti. Ecco cosa ci ha raccontato, tra presente e passato…

Buongiorno signor Serena. Nel corso della sua carriera ha indossato le maglie di club titolati come Inter, Juventus e Torino. Ma tutto ebbe inizio coi colori biancorossi…
“E’ un ricordo molto importante. Arrivai a Bari che avevo vent’anni, su per giù. Il ricordo è quello di una società strutturata e desiderosa di rientrare nell’élite del calcio italiano, il presidente Matarrese aveva peraltro fatto degli sforzi economici notevoli. Le sensazioni sono vive e forti. Iorio? Con lui avevo formato una coppa d’attacco niente male, confesso che tutt’ora ci sentiamo. Tra l’altro non abitiamo troppo lontano, siamo rimasti amici”.

Il gol o la partita che porterà sempre nel cuore qual è?
“Feci gol in Coppa Italia contro il Torino, sino ad allora non mi ero ancora sbloccato in campionato. Dalla doppietta contro la Spal, invece, iniziai a percepire un apprezzamento sempre più grande da parte del pubblico barese. Fu una bella sensazione. Ancora oggi a Bari ho degli amici, è stata una tappa importante della mia carriera”.

All’epoca il club era in mano ai Matarrese.
“Ai miei tempi il presidente era Antonio, ma Vincenzo era sempre presente ed assisteva ai nostri allenamenti. Li ho apprezzati molto, a Bari e dopo la mia esperienza in Puglia”.

Cosa pensa del recente fallimento del Bari?
“Ha suscitato tanto clamore, ma il mondo è cambiato e la crisi economica ha fatto tante vittime, più o meno illustri, anche nel calcio. Mai come adesso alla base di un club devono esserci solidità ed organizzazione. Ora c’è De Laurentiis, uno in grado di mettersi in gioco col Napoli quando era in cattive acque. Ora proverà a far riemergere il Bari, squadra che ha un passato glorioso. Spero possa riuscire nel suo intento”.

Andrà tuttavia risolto il problema della multiproprietà…
“In tempi brevi questo conflitto di interessi non ci sarà, poi si vedrà. Ora l’importante è salire di categoria di anno in anno, poi sarà lui a fare la scelta migliore. Vendere o cambiare le regole? Un discorso simile può valere anche per la Salernitana. Staremo a vedere, ma è bene fare un passo alla volta”.

Quale messaggio vorrebbe dare ai tifosi in questo particolare momento storico del club?
“Bisogna continuare a sostenere la propria squadra, tifarla nei momenti difficili. Mai mollare, questo è il momento migliore per non far mancare l’apporto alla propria squadra. Ed i diecimila spettatori in un campionato come quello sulla D sono qualcosa di notevole”.

E le novità a proposito di Bari non sono finite…
“Ho presentato un libro su Beppe Moro, uscirà a stretto giro. Ne curerò la prefazione. Sono contento perchè si tratta di un portiere che proprio grazie ai galletti entrò nel giro della nazionale. Era l’immediato dopoguerra, qualcosa di storico”.






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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

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