Guido Angelozzi a Barimania: “Grandi ricordi della stagione fallimentare. Il nuovo Bari ha una proprietà forte che lo porterà ai livelli che merita.”

L'ex ds del Bari ai microfoni di Barimania


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Ieri nel corso della trasmissione Barimania, ideata da Tonio Lucatorto e diretta dal nostro Marcello Mancino con ospite il sottoscritto, è intervenuto telefonicamente in diretta l’attuale ds dello Spezia Calcio ed ex biancorosso Guido Angelozzi.

Questo campionato di serie D dei biancorossi te lo aspettavi così o è al di sopra delle aspettative?

Io penso che, dopo tutto quello che è successo, è subentrata una società nuova, una grande società. Anche se è un campionato di serie D non è sempre facile vincere. Se vedete le altre nobili decadute: l’Avellino fa fatica, il Cesena solo adesso è riuscito a carburare ma non è che viaggia a velocità sostenuta. Il Bari, invece, lo sta ammazzando questo campionato, per cui sono stati bravi a costruire, a resistere. Capisco che Bari sia una grande città e che tutti si aspettano bel gioco e vittorie, ma non è per niente facile avere questo ritmo.

Sulla possibile multiproprietà dei De Laurentiis Bari-Napoli in A, l’ex diesse invita alla calma: “Prima arrivateci in serie A e poi se ne riparlerà. Chi è arrivato farà grandi cose e partirà sicuramente con la rifondazione del settore giovanile, portando il Bari ai livelli di Roma e Napoli.

Che ricordi ha del presidente e dell’uomo Vincenzo Matarrese?

Per me Vincenzo Matarrese è stata una persona di valori umani impressionanti, penso che della sua famiglia era quello che era più tifoso di tutti quanti. Lui era innamorato del Bari, nonostante le critiche.

Ritornando alla Meravigliosa Stagione Fallimentare ci può ripercorrere tutte le emozioni provate in quel campionato?

Siamo partiti subito tra mille difficoltà, però eravamo un gruppo unito. La società era formata da me, Piero Doronzo e Franco Vinella che la portavamo avanti. Partimmo con un allenatore che poi ci ha abbandonato, ci fu poi l’intuizione di mettere Alberti affiancato da Zavettieri e con tanto scetticismo da parte di tutti, a fari spenti, dopo è successo quello che è successo. L’unico rammarico è stato non raggiungere la serie A, perché potevamo arrivarci. Quello che non ho capito è il motivo per cui, chi ha acquistato la società all’asta fallimentare, ha fatto di tutto per smantellare squadra e allenatore che avevano sfiorato la promozione nella massima serie. Se non l’avesse fatto non so se a quest’ora saremmo stati in serie A.






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Collaboratore e Giornalista Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio.

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