Bianco: «Qui per vincere! L’ambiente è carico e il gruppo affiatato. Awua una forza della natura. Quando i baresi si incendiano… »

Le dichiarazioni del centrocampista biancorosso in conferenza stampa



BARI – E’ arrivato in Puglia da poco, nonostante da queste parti abbia trascorso circa dieci anni fa dei mesi indimenticabili. Raffaele Bianco era a Bari ai tempi di Conte giocando prettamente da terzino ed è lo stesso ex Perugia e Carpi a spiegarne il motivo nel corso della sua prima conferenza stampa con la nuova maglia: «In realtà l’ho fatto come un sacrificio ed è stata una soluzione di emergenza perché mancavano i terzini titolari e il mister non sapeva chi schierare dietro. Il mio vero ruolo resta il centrocampista».


Il 32enne è molto carico e non usa mezzi termini davanti ai microfoni dei giornalisti per riassumere i propri obiettivi: «Sono venuto a Bari per vincere. Sono un ambizioso di natura e negli ultimi anni ho avuto la fortuna e la bravura di fare campionati di vertice. A Perugia per due anni abbiamo fatto i play-off, ma è andata male. Quest’anno il direttore umbro ha fatto altre scelte e mi sono ritrovato un po’ fuori dai loro piani. E’ uscita questa possibilità di venire in Puglia e ovviamente non potevo dire di no. Questo posto lo sento mio, ho tanti amici e qui mi piace stare. Spero di continuare come negli ultimi anni sebbene questa per il Bari sia una fase di ricostruzione. Ho comunque ritrovato un ambiente carico ed è giusto che i tifosi non viva più di ricordi. Dieci anni fa ho vissuto qui momenti bellissimi, ma poi la piazza ha avuto poche gioie. E’ giusto che la città e la società si riscattino».

A chi gli chiede quale sia il problema principale del centrocampo barese, il numero 21 biancorosso preferisce minimizzare: «Problema è una parola grossa. In realtà, il mettere insieme una squadra tutta nuova, con l’aggiunta di calciatori che arrivano a fine mercato, richiede un po’ di tempo per trovare le soluzioni migliori e magari il modulo giusto al fine di far rendere la squadra al massimo. Ed è proprio ciò che sta cercando di fare lo staff tecnico. In serie C ho già giocato e so che ci saranno più partite sporche che spettacolari, soprattutto al Sud. Possiamo certamente fare meglio: ma quando si vince un campionato, nessuno si ricorda di come tu abbia giocato».

Il centrocampista casertano passa poi a descrivere quelle che sono le sue caratteristiche tattiche: «Sono un mediano e posso fare anche la mezz’ala, ma non sono un regista classico. Ho giocato sia a due che a tre, dipende dalle esigenze del mister. Non sono un giocatore che fa della corsa la sua arma migliore, ma al centro del campo posso occupare in definitiva tutti i ruoli. Cornacchini? Non pensavo mi schierasse tutti e novanta i minuti a Rieti perché non facevo da tempo una partita vera. Non mi ha chiesto nulla di particolare, ma solo di dare tutto quello che avevo, di dare ordine, parlare e aiutare i compagni, di cercare di mettere le cose a posto e creare meno confusione di quella manifestata nelle gare precedenti. Il gruppo? E’ molto affiatato, si lavora bene e c’è una bella aria. Ho avuto un’impressione molto positiva. Scala? conoscere già le persone con cui lavorare è un vantaggio e mi sono fidato di lui».

Sul prossimo avversario del Bari, il giocatore di Aversa spende parole molto positive: «La Reggina non può nascondersi. E’ partita forte e secondo me appartiene insieme a noi a quel gruppo di 4-5 squadre che restano le favorite del torneo. Sarà sicuramente un avversario più aperto di quelli che il Bari ha affrontato fino ad ora. Non verranno a fare le barricate e dovremo sfruttare questo fattore. Bellomo? Quando si allenava con noi, era un Primavera. E’ un talento che forse ha fatto meno di quello che poteva fare, ma resta un elemento di grande qualità».

Bianco conclude parlando delle critiche, del pubblico barese e del nuovo compagno di squadra arrivato insieme a lui agli sgoccioli del mercato: «In questo momento non ha senso fare processi. Questa è una delle piazze più importanti del sud e se le cose vanno bene, lo stadio si riempie di sicuro. La pressione può anche servire e, se uno trovi difficoltà, farebbe bene a cambiare mestiere. Una volta che il pubblico si incendia, ti trascina e provi delle cose che son difficili da spiegare. C’è solo da avere fiducia nella squadra e di appoggiarla. Awua? Mi ha stupito. E’ una forza della natura. L’ho visto in tre allenamenti e in partita e posso confermare che, nonostante la giovane età, fisicamente ha una grandissima forza. Può essere una risorsa importante».





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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