Simeri: «Con Vivarini abbiamo cambiato marcia, ma dobbiamo vincere fuori casa. Mi ha fatto scattare la scintilla giusta. I tifosi mi amano? Vi spiego…»



A poche ore dalla sfida contro la Vibonese, a commentare per il Bari il momento attuale della squadra è stato Simone Simeri. Ecco le prime parole dell’attaccante, ospite dell’emittente Telebari: «Noi ce la stiamo mettendo tutta. Il nostro campionato è iniziato 7 giornate fa e, dall’arrivo di mister Vivarini, credo sia stato evidente il nostro cambio di marcia. Abbiamo centrato 7 risultati utili consecutivi e ora vorremmo continuare su questa strada migliorando sempre più. Domenica abbiamo giocato una partita non facile perchè il Catania ha giocatori importanti in organico. Guardando gli episodi, la si poteva vincere come perdere, ma adesso ci aspetta un filotto di partite tra virgolette abbordabili. Secondo me, però, queste sono le più difficili perché è facile affrontare avversari come Ternana, Catanzaro o Catania in quanto le motivazioni vengono da sè. Non voglio togliere nulla a squadre come Vibonese, Paganese o Bisceglie, ma anche contro di loro non è facile perché ce la mettono sempre tutta per batterci. La Vibonese? Conosco un po’ di ragazzi che ci giocano e so che loiro giocano benissimo. Spero di gufarli dicendo che giocano meglio anche del Catanzaro. E’ una sqaudra costruita con tanti giovani e verrà qui a giocarsi la partita. Com’è giusto che sia».


Da un bel po’ di settimane fa ormai coppia fissa in attacco accanto ad Antenucci, Una bella soddisfazione per la punta napoletana che approfitta per fare una precisazione: «Io ce la sto mettendo tutta. Con la vecchia gestione non riuscivo ad esprimermi, ma non per colpa di Cornacchini o di qualcun altro. La colpa è stata solo ed esclusivamente mia. Quando è arrivato Vivarini, mi ha parlato e dalle sue poche parole ho capito che sarei potuto essere un giocatore importante. Nonostante non mi abbia mai allenato, conosceva le mie qualità attraverso i video e mi ha detto che se mi fossi allenato bene, per la forza e le capacità che ho, sarei diventato un elemento molto utile per questa squadra. E’ stato bravo a farmi scattare quella scintilla che, probabilmente a livello inconscio, prima non avevo. Ho quindi cambiato il mio modo di allenarmi e di giocare e devo dire di essere ora contento così. Non ho mai avuto paura di nulla».

A chi gli ha chiesto, oltre al calcio e alle auto (di cui è molto appassionato), quale altro lavoro avrebbe fatto, l’ex Juve Stabia ha subito risposto con un pizzico di sorriso: «Ne parlavamo proprio oggi nello spogliatoio. Guardate sabbione e la testa che ha. Bè, gliela faccio sempre io e come avrete capito mi piace fare il parrucchiere. E’ sempre stata una mia passione perché mio padre e mio zio lo facevano. Durante il ritiro hgo tagliato i capelli a tutti i ragazzi della security. Non so fare chissà cosa, ma le basi le ho imparate. Se non avessi quindi fatto il calciatore, mi sarei tranquillamente cimentato a fare il barbiere».

Cosa manca a questo Bari per fare un ulteriore salto di qualità? Alla domanda del collega Enzo Tamborra, il 26enne partenopeo ha dimostrato di avere le idee chiare: «Manca un po’ di continuità di vittorie. Se prima non riuscivamo a vincere in casa, ora abbiamo dimostrato qualche problema a fare bottino pieno in trasferta. E’ anche vero che con la nuova gestione tecnica abbiamo incontrato fuori casa due squadre blasonate. Contro l’Avellino l’avevamo anche ribaltata bene e non so poi cosa sia successo. A Catania invece non siamo riusciti a fare i tre punti. Credo sia solo una questione psicologica e non fisica o tecnica. Il mister ci sta infatti inculcando quella mentalità vincente che lui professa. La Reggina sarà la vera competitor del Bari? Secondo me si, perché ad oggi non ha mai perso. Nella peggiore delle ipotesi pareggia. Per vincere ci vuole però anche un pizzico di fortuna…».

Sembra che Simeri sia anche al primo posto nella classifica delle preferenze femminili tra le tifose biancorosse. «Non conoscevo affatto questa statistica – ha commentato divertito – tra qualche mese mi sposerò e non sono ancora papà. Questo ovviamente mi fa comunque piacere da uomo. Forse mi vedono come un duro? In realtà sono meno burbero di quanto sembri. Ad esempio, quando vedo qualche compagno di squadra o avversario accasciato per terra, vado in apprensione. I tifosi biancorossi mi amano e mi vedono come un idolo? Sono strafelice di questo. Essere amato dal pubblico di Bari vuol dire tanto e cioè che hai fatto qualcosa che è rimasto impresso pur non avendo fatto cose trascendentali. Forse apprezzano le mie prestazioni, l’impegno e l’attaccamento alla maglia. Particolari che fanno la differenza. Li ringrazio e spero di meritarmi sempre i loro apprezzamenti».

In chiusura il numero 9 dei galletti ha descritto che tipo di coppia costituisca insieme ad Antenucci: «Con Mirco c’è un’intesa che sta crescendo sempre più. Stiamo giocando insieme da 6 gare, iniziando dalla sfida contro il Picerno e nessuno dei due si risparmia o ha un ruolo ben preciso. Ci dividiamo i compiti e siamo due giocatori che attaccano bene la profondità e sanno tenere bene palla. Riconosco i miei difetti e posso affermare di non essere qualitativamente alla sua portata. Antenucci è molto più tecnico di me, però entrambi ci possiamo affinare e andare avanti al meglio, secondo le caratteristiche e le prerogative di ciascuno».





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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