Il Bari vince ma convince a tratti. Turn-over a centrocampo sempre necessario?



Vince ma non convince. Potremmo riassumere così la vittoria, estremamente preziosa, del Bari a Caserta. Un 2-0 che consente di guardare al futuro con ottimismo. Nonostante il divario tecnico tra le due squadre, accentuato dall’espulsione di Konate, i Galletti hanno cantato poco e, a tratti, anche in modo stonato. Molto bene alcuni singoli, Bianco e Antenucci su tutti, ma la manovra nella sua coralità, non ha entusiasmato. La Lega Pro è difficile e spesso bisogna essere brutti e cattivi, ma da questo Bari, anche in virtù del 3-4-3 tanto caro ad Auteri, è lecito attendersi di più. Un po’ di bellezza, un sorso di champagne nelle giocate, non guasterebbe. Giusto quel poco per solleticare il fine palato dei tifosi biancorossi.

Forse Auteri dovrebbe puntare su un undici di base, e i continui cambi, soprattutto a centrocampo, non agevolano la fluidità della manovra. Tante le coppie provate, ma anche scoppiate. Da BiancoMaita a MaitaDe Risio fino a BiancoDe Risio. Con Lollo buono per tutte le stagioni e pronto a subentrare. È giunto il tempo di scelte definitive, con buona pace per chi dovrà accomodarsi in panchina.  Mai guardare in casa d’altri, ma alla Ternana capolista, in questo momento è giusto dare una sbirciatina. L’undici di base è quasi sempre lo stesso, soprattutto a centrocampo. Dove si vincono non solo partite, ma anche campionati. Alla continuità di risultati sarebbe auspicabile che seguitasse anche quella dell’undici di partenza. Il turnover? Quando sarò necessario saranno gli stessi calciatori ad accorgersene.





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Medico, specialista in psichiatria, e giornalista pubblicista. Da sempre appassionato di calcio, collabora con diversi giornali, Tv e agenzie stampa.

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