Carrera: «Il gruppo sta bene ed è disponibile. Il futuro appartiene a chi crede nei sogni! Avere dei “baresi” in squadra…»



Il derby contro il Monopoli fa ormai parte del passato e per Massimo Carrera è tempo di affrontare la trasferta di Catania per dare continuità alla vittoria nel derby,

Alla vigilia della sfida contro gli etnei, l’allenatore del Bari ha fatto qualche considerazione attraverso una videoconferenza diffusa attraverso i canali ufficiali dal club. «C’è sicuramente da lavorare per apprendere i nuovi meccanismi di gioco – ha esordito il tecnico biancorosso – però ho trovato una squadra disponibile, che ha cuore ed ha voglia di combattere. Questa è la cosa più importante. Ho visto molto disponibilità da parte dei giocatori, soprattutto nel cambiare modulo. Un po’ di adattamento ci vuole e in campo nell’ultima gara hanno messo tutto quello che avevano e hanno lottato fino alla fine per ottenere una vittoria così importante».

Il 56enne di Pozzuolo Martesana ha poi fatto un aggiornamento delle condizioni generali della squadra: «Il gruppo sta bene e dobbiamo ora cercare di recuperare il più possibile i giocatori che sono al momento fuori. Giocando ogni 3 giorni, si ha bisogno di tutti e quindi adesso aspettiamo solo che arrivino  buone notizie dallo staff medico. Celiento? E’ disponibile, fa parte del gruppo e adesso valuteremo se abbia i 90 minuti nelle gambe».

Quanto al prossimo avversario, reduce dal pesante 5-1 di Terni: «Il Catania arrivava da tanti risultati utili consecutivi e la loro ultima sconfitta non sminuisce il lavoro fatto finora dall’allenatore e dalla squadra. Sarà una partita difficile ed impegnativa, contro un avversario che gioca un bel calcio e che ha anche messo a tratti in difficoltà la capolista. Dobbiamo sapere che ci attende una battaglia e che ad aspettarci ci sarà un Catania aggressivo, che ha voglia di vincere la partita. I siciliani hanno giocatori veloci e abili nelle ripartenze e quindi ci sarà bisogno di fare molta attenzione, di evitare di perdere palla facilmente o di allungarci e di tenere la squadra corta».

Si vede lontano un miglio che l’ex AEK Atene sia soprattutto un gran motivatore e le sue successive riflessioni ne sono una dimostrazione lampante: «Per giocare a calcio ci vuole la passione e l’ambizione di voler sempre fare meglio. L’esordio di Mercurio? E’ la dimostrazione che lavorando e credendo in se stessi si possa arrivare lontano. Quale può essere il fattore determinante su cui puntare in questo momento? Penso che sia la compattezza della squadra, oltre che l’equilibrio, sia in fase difensiva che in quella offensiva. Al gruppo ho ripetuto in questi giorni che il futuro appartiene a chi crede nei sogni. Noi ne abbiamo uno grande e dobbiamo cercare di realizzarlo tutti assieme, uniti come un gruppo, come una squadra e come una famiglia».

L’ex responsabile delle giovanili juventine ha giocato in passato in un Bari nel quale era davvero nutrito il gruppo di giocatori “baresi” come Loseto, De Trizio, Armenise, Terracenere e Carbone. Alla luce di quello che ha avuto modo di constatare allora, il mister sa bene quanto possa essere importante nel suo nuovo Bari, a prescindere dalle sue evidenti doti tecniche, un “barese purosangue” come Piero Cianci: «Sicuramente è un valore aggiunto avere dei giocatori autoctoni perché loro stanno cosa voglia dire giocare nella squadra della propria città. Sanno cosa si aspetta da te la gente e quindi toccano con mano quali siano gli umori della città. Penso che sia importante avere nel gruppo uno zoccolo duro di giocatori locali».





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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