De Laurentiis: «Non è vero che la società sia assente e che vogliamo abbandonare il Bari! Solo speculazioni e menzogne. Si possono fare degli errori, ma ci sono tante variabili. Il nuovo DS…»



BARI – Come preannunciato ieri, in tarda mattinata si è tenuta una videoconferenza stampa durante la quale Luigi De Laurentiis ha provato a dare una risposta alle molteplici domande che soprattutto i tifosi si stanno ponendo in questo momento storico delicato.

Il presidente del Bari ha esordito con queste parole: «E’ un momento non facile e non sono contento degli ultimi risultati, esattamente come tutti voi, e mi sembrava doveroso parlare alla piazza per darvi il mio parere. In questa stagione stato ancora più presente rispetto a quelle precedenti per dare sostegno alla squadra, al mister e allo staff, e credo di aver saltato solo un paio di trasferte. Mi dà fastidio quindi leggere alcune notizie sulla presunta assenza della società e le ritengo delle menzogne proprio perché qui si lavora dalla mattina alla sera in prima persona e mi trovo continuamente a ribadirlo. In questi giorni ci sono state delle speculazioni “ad hoc”, fatte esplodere come bombe ad orologeria nel momento di maggiore difficoltà, in un anno caratterizzato dal Covid e  dall’assenza di spettatori. Leggo che la famiglia De Laurentiis abbia deciso di andarsene. Vi sembra possibile dopo tutti gli investimenti fatti? Queste notizie non contribuiscono a quella serenità dell’ambiente che è indispensabile per cercare di raggiungere un ottimo risultato alla fine di questo campionato». 

A chi sostiene che Bari sia una succursale del Napoli, il numero uno dei galletti ha risposto in maniera decisa e seccata: «Il nostro è un gruppo unito che ha tante aziende e mi sono stufato di dirlo ad ogni conferenza. A volte capita che possa avvenire un confronto tra me e l’altro presidente. Perché no? Ci mancherebbe, siamo la stessa proprietà e non capisco quale sia il problema. Abbiamo rinnovato il contratto a Maita, ci siamo appena aggiudicati all’asta fallimentare un lotto importante proprio per abbellire e arricchire gli spogliatoi e gli uffici e, come ho sempre detto, continueremo ad aggiungere pezzo dopo pezzo nella costruzione di questa grande astronave. Si è parlato anche della presenze a Bari di Giuseppe Pompilio che è una persona di famiglia, con cui ho un rapporto d’amicizia. Viste le pause nazionali, è venuto semplicemente a trovarmi. Tra l’altro sono stati citati degli eventi che non sono mai accaduti».

Inevitabile che il discorso poi si concentrasse sulla mancanza attuale del Direttore Sportivo: «Sicuramente al momento questa rappresenta una lacuna, ma ci stiamo lavorando. Purtroppo la ricerca non è facile perché i migliori direttori sportivi sono tutti piazzati in ottime squadre e noi puntiamo sempre al massimo. Questa è una figura chiave in una squadra di calcio e stiamo creando una lista di potenziali nomi affinché si possa prendere la migliore decisione possibile su chi si avvicini di più a quelli che sono i nostri desideri. L’opportunità di prevedere un Direttore Generale? Anche nelle altre aziende del nostro gruppo non esiste tale figura. Come mio padre, anche io prendo in prima persona le decisioni strategiche. Per fortuna al momento abbiamo comunque mister Carrera che ha un enorme carisma ed esperienza per guidare questo gruppo. Dopo i risultati favolosi centrati nelle prime quattro partite, forse la squadra a un certo punto ha sentito minore responsabilità sulle spalle e forse si è seduta. Mentalmente potrebbe purtroppo avere accusato un calo in un momento in cui si stava inseguendo il secondo posto».

L’imprenditore romano non ha voluto dire quale secondo lui sia stato l’errore che avrebbe voluto evitare, pur facendo una serena e sincera autocritica: «Abbiamo fatto con coraggio piazza pulita e siamo partiti quasi da zero con un nuovo direttore sportivo, un nuovo allenatore e tanti nuovi giocatori, rischiando il tutto per tutto. Ovvio che mi sono chiesto spesso se avessimo fatto bene a cambiare completamente la compagine tecnica e a non mantenere invece una matrice di partenza e aggiungere quelle tre quattro pedine in più che magari avrebbero potuto portare benefici al gruppo. Quando si rischia, si può riuscire bene o si possono incontrare delle difficoltà come poi ci è realmente accaduto. Poi si cambia allenatore e si manda a casa il direttore sportivo e queste non sono situazioni facili da dover gestire. Nel corso di un campionato si commettono tanti errori e talvolta, anche prendendo il miglior direttore sportivo o investendo la cifra più alta possibile, non è detto che poi alla fine si porti a casa il campionato. Una squadra di calcio è caratterizzata da migliaia di variabili come il direttore sportivo, l’allenatore, i giocatori, i loro infortuni, la sorte. Guardate cos’è accaduto lo scorso anno, nel quale credo si sia fatto bene. Nonostante i 27 risultati utili consecutivi, siamo andati a perdere in finale incontrando delle problematiche sin dai primi minuti della partita e vedendoci annullare un gol. In questo momento siamo completamente concentrati sulle prossime partite affinché si possa arrivare ai play-off preparatissimi, con motivazione e ambizione. La Ternana ad un certo punto del torneo ha preso il volo e ci siamo resi conto che restasse da focalizzarci proprio su questo obiettivo. I play-off saranno duri e difficili, ma l’anno scorso siamo riusciti ad arrivare in finale e questa volta vogliamo portarceli a casa. Ci penso di giorno e di notte. Il ritiro? Quando prendiamo una decisione, siamo anche i primi a rivalutarle e sappiamo che esso possa essere un’arma a doppio taglio. Stiamo cercando di capire quale potrebbe essere la migliore soluzione da adottare nei prossimi giorni».

Circa il ricorso al mercato degli svincolati: «Sinceramente abbiamo valutato questa opportunità, ma non abbiamo trovato un elemento che potesse sembrarci utile e siamo andati avanti con l’attuale gruppo di giocatori. E’ chiaro che i tanti infortuni che si sono verificati ci hanno creato maggiori difficoltà, determinando ulteriori ritardi proprio in una fase delicata del campionato. Quando un elemento rientra, ha bisogno di tempo per recuperare lo stesso ritmo di prima. Chi ha deciso il mercato del Bari, anche a gennaio? La gestione l’ha avuta in prima persona il nostro ex direttore sportivo Romairone che avevamo scelto ad hoc proprio per aggiungere solidità all’aspetto dirigenziale. Come sarà la prossima stagione? Averne oggi un’idea è difficilissimo. Ci sono aziende che stanno chiudendo i battenti, altre che li hanno già chiusi da mesi, ed esercizi che non riapriranno mai più o che verranno completamente ridimensionati. Quello di quest’anno per noi è stato un investimento veramente impattante e non facile da sostenere. Mi auguro di trovarmi davanti a un mondo che ripartirà, al ritorno negli stadi dei tifosi e di beneficiare di altre agevolazioni che oggi non abbiamo creando delle perdite continue che non aiutano».

Che voto il figlio di Aurelio si sente di dare al proprio operato da quando è nel capoluogo pugliese? Questa la sua risposta: «Al momento credo di meritarmi una sufficienza striminzita. Chiedo da me stesso sempre il massimo e per questo motivo vengo continuamente a Bari per parlare alla squadra e ad ogni singolo giocatore. Cerco di motivarli, di aiutarli psicologicamente. Sono contento anche di quanto fatto per il settore giovanile. La programmazione c’è, è molto attiva e ci ha permesso oggi di avere un Mercurio che ha già collezionato due presenze in prima squadra. Il suo impiego è stato un gran bel gesto di coraggio da parte del mister e ha premiato un ragazzo che si è dato fare e che ha brillato negli allenamenti».

Il massimo dirigente del club biancorosso si è congedato parlando di ciò che si aspetta in questo momento: «Mi aspetto ovviamente una grande reazione da parte della squadra. Esiste un gruppo che vuole essere unito e coeso che pretendo lavori sempre a mille all’ora. Voglio che vadano fino all’ultimo in campo con la rabbia e l’intelligenza giusta e con l’ambizione per andare a vincere. Per rispetto a me, alla società, ai tifosi, allo staff e a tutti coloro che lavorano con grandissima fiducia. E’ frustrante vedere in campo degli atteggiamenti o delle prestazioni che non corrispondono ai buoni propositi. La presenza di mio padre sulle tribune in occasione della partita contro la Casertana? E’ venuto solo per consigliarmi, per sostenere un’azienda del gruppo, nonché per vedersi una partita, avendo piacere di sedersi al San Nicola e guardare il Bari dal vivo».





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