Mignani: «Partita tirata, ma vittoria meritata! Antenucci? Grande partita, come tutta la squadra. Dobbiamo concretizzare di più…»

Le dichiarazioni dell'allenatore biancorosso al termine della gara contro il Catanzaro



BARI – Nel post gara del match di cartello tra prima e seconda, giocato dal Bari in casa contro il Catanzaro, valevole per la dodicesima giornata di serie C, Michele Mignani ha tenuto la sua consueta conferenza stampa per analizzare a caldo l’importante vittoria per 2-1.

«E’ stata una partita molto tirata, difficile, dagli alti contenuti agonistici – ha esordito l’allenatore del Bari – e noi siamo riusciti ad avere la meglio, pur soffrendo, ma le partite di questo campionato sono tutte difficili e toste. La sofferenza fa parte del percorso e sicuramente possiamo fare meglio qualcosa, ma oggi c’è stata una risposta importante da parte della squadra che ha lottato, combattuto, creato e corso fino al novantacinquesimo. Nonostante tutto, siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo con sacrificio, spirito di abnegazione e voglia di rimanere aggrappati ad un percorso. Stasera andiamo tutti a casa felici avendo meritato la vittoria».

il 49enne di Genova poi spiegato ancora più nel dettaglio il pomeriggio vissuto al “San Nicola”: «Tutte le partite sono diverse, alcune nascono in un certo modo e sono difficili da raddrizzarsi, altre nascono in modo diverso. La squadra ha fatto una grande partita, ma anche oggi abbiamo subito un contraccolpo quando abbiamo preso gol. Per fortuna ci siamo ripresi, abbiamo approfittato dei loro errori e abbiamo cercato di costruire e di creare. Dobbiamo ora riuscire a finalizzare di più quello che costruiamo e dobbiamo cercare di gestire meglio la palla quando subiamo la pressione avversaria a quando i toni della partita si alzano. E’difficile però essere perfetti e bisogna considerare che in campo ci sono anche gli avversari».

Sulle parole di Calabro, che ha sostenuto al termine della gara che il Bari si porta a casa i tre punti, ma non la convinzione di poter dominare nel campionato, il mister dei biancorossi ha battuto la strada della diplomazia: «E’ giusto che lui pensi ciò che vuole. Io ho le mie convinzioni e non mi faccio condizionare dal pensiero degli altri. So che tutte le partite sono complicate, contro il Catanzaro, il Francavilla o il Foggia, e vincere le partite e, come abbiamo fatto spesso noi fino ad ora, è un segnale. Dimostra  che la squadra c’è anche se dobbiamo cercare di migliorarci costantemente. Le partite sono molto spesso decise da episodi e in questa prima parte di stagione questi ci sono stati spesso favorevoli».

Il genovese è consapevole che la squadra debba diventare più cinica per provare a chiudere prima le partita: «A volte spendi tanto e finisci per essere meno lucido. Alcune cose le potremmo fare meglio, però se non sbagliassimo mai probabilmente vinceremmo tutte le partite. Dobbiamo certamente provare a migliorare, perché abbiamo la possibilità di concretizzare di più e stiamo lavorando su questo».

A chi gli ha chiesto dei due giocatori che hanno deciso il match, l’ex Modena e Siena ha preso la palla al balzo: «Antenucci merita una notazione particolare per la grandissima partita che ha fatto e non solo per il gol. E’ un giocatore sul quale io non ho dubbi, ma devo gestire una rosa con 24 giocatori, con una propria storia e devo cercare di coinvolgere tutti. Mirco me è uno che può dare un grande contributo alla squadra. Domenica scorsa ha sofferto perché abbiamo perso ed oggi ho deciso di farlo giocare. Il fatto che lui abbia disputato una prova maiuscola è un segnale che lui c’è. Se sia positivo che sono andati a segno lui e Simeri? Sono giocatori preposti alla finalizzazione però a me va bene anche se loro avessero fatto due assist anziché due gol. Io non mi fossilizzo sul fatto che un attaccante che gioca debba per forza segnare. Anche altre coppie offensive in passato hanno funzionato, ma oggi pensavo che fosse giusto far cominciare loro e ho fatto questa scelta. Non è però facile scegliere chi schierare anche perché tutti meriterebbero di scendere in campo. Cerco di fare delle scelte consapevoli in funzione di quello che vedo in settimana di quelli che sono gli avversari. Poi non sono un mago, non ho la sfera di cristallo e a volte ci azzecco, altre no. Abbiamo il compito di provare a portare la squadra al massimo della condizione tecnico-tattica e fisica e poi dipende sempre da loro».

Quanto agli altri singoli: «Maita? Speriamo che non sia un problema serio. Bianco? Ha fatto un’ottima partita. D’Errico? Sappiamo quello che ci può dare quando ce lo può dare Mallamo? E’ un elemento che si conosce di meno però, se il direttore l’ha portato qua avendolo già avuto, vuol dire che è un giocatore forte. Anche lui ha combattuto ed ha fatto tutto ciò che è nelle sue corde. Sono quindi tranquillo della resa del centrocampo. Frattali? Sappiamo che è un portiere forte per cui ha fatto il suo dovere, anche se vorrei che il nostro portiere passi inosservato perché vorrebbe dire non aver subito. Oggi però tutta la squadra ha fatto quello che doveva fare».

Il tecnico dei galletti si è congedato con un’ultima riflessione circa il paventato nervosismo dei suoi uomini durante la sfida: «Non credo che oggi ci sia stato nervosismo nella squadra. Queste sono partite agonisticamente molto tirate e quindi ogni decisione arbitrale la vivi con grande intensità. Può anche darsi che in certe situazioni della gara non eravamo soddisfatti, ma non nervosi. C’è stato qualche fallo, ma all’insegna sempre della correttezza e della lealtà».





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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