Mignani: «Una vittoria che ricorderò per sempre! Merito dei ragazzi e chiunque oggi avrebbe fatto la sua parte. La classifica…»

Le dichiarazioni dell'allenatore biancorosso al termine del match contro il Brescia



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BARI – Nel post gara del big match vinto egregiamente per 6-2 dal Bari in casa contro il Brescia, valevole per la settima giornata del campionato di serie B, Michele Mignani ha tenuto la sua consueta conferenza stampa per analizzare a caldo la perfetta partita disputata dai suoi.

«Questa è la mia prima vittoria in serie B al San Nicola – ha esordito l’allenatore del Bari – e sicuramente rimarrà nella mia mente per tutta la vita. Spero tanto che ce ne siano altre in futuro perché se così non fosse non andrebbe bene! Oggi è giusto essere felici e godersela però è anche giusto ragionare su come sia andata oggi. Tutto è filato liscio, però sul 2-0 per noi c’è stato un gol annullato al Brescia per una questione di centimetri che avrebbero potuto cambiare la partita. Se dovessimo pensare di essere diventati veramente bravi, sbaglieremmo completamente tutto. Dobbiamo continuare a pensare che l’atteggiamento che stiamo portando in campo in queste partite sia l’atteggiamento giusto. Un atteggiamento che ti permette di fare le prestazione che poi probabilmente ti fanno vincere le partite».

Il mister dei biancorossi ha poi spiegato ancora più nel dettaglio il pomeriggio esaltante vissuto al “San Nicola”: «Sapevo che il Brescia aveva grande palleggio in mezzo al campo e l’ha anche dimostrato a tratti nel primo tempo. Sapevo che magari sotto l’aspetto della pressione avrebbe potuto concederci qualcosa e noi avevamo lavorato su alcune uscite. A volte c’è venuto meglio, altre molto peggio. C’è stato un momento nel primo tempo in cui abbiamo lasciato troppo campo e ci siamo abbassati senza riuscire più a ripartire in maniera pulita. I due gol subiti nel finale? Quando stai vincendo e arrivi in fondo alla partita, hai meno patemi d’animo di non riuscire a portarla in fondo. Sei quindi più tranquillo e te la godi un po’ di più. Gli ultimi minuti non sono piaciuti però a me a alla squadra perché sappiamo tutti benissimo che come ti distrai un secondo rischi di prendere una bastonata».

Secondo il 50enne di Genova non è sempre facile decidere chi mandare in campo: «Azzeccare le scelte è una fortuna più che una bravura quando alleni 25 giocatori di campo che ti danno grande disponibilità durante la settimana e che meriterebbero tutti di giocare. Credo che in questo momento chiunque avesse giocato avrebbe fatto la sua parte. Bisogna fare delle scelte e spesso le fai col cuore in mano perché devi lasciare fuori i giocatori che sudano durante la settimana e che sputano sangue. Il mio è un gruppo composto da bravi ragazzi consci del valore che ognuno di loro può dare a questa squadra, sia quando giocano che quando si allenano. Più ti alleni e più alto diventa il livello qualitativo dell’allenamento della squadra. Il merito di quello che stiamo ottenendo non va sicuramente a me, ma a loro».

A chi gli ha chiesto di alcuni singoli, l’ex Modena e Siena ha dispensato solo elogi: «Dorval? E’stata una scelta semplice quella di impiegarlo al posto di Pucino perché in fin dei conti è l’unico ad avere il ruolo di terzino. Le alternative sarebbero potute essere Bosisio, che si sta adattando molto bene, e Zuzek che però avrei messo in difficoltà e non sarebbe stato giusto proprio perché quello non è il suo ruolo naturale. Dorvall lavora molto in allenamento e il fatto di giocare aiuta a crescere. E’ un ragazzo affamato ed era giusto dargli una possibilità che lui ha sfruttato alla grande. Il dualismo Bellomo-Botta? Secondo me ci sono anche altri elementi capaci di ricoprire il ruolo di trequartista e mi riferisco a Salsedo o a D’Errico che è entrato e in quel ruolo ha fatto molto bene. Talvolta l’abbiamo fatto fare anche a Mallamo. Io scelgo in funzione della partita. Bellomo sta bene fisicamente ed è diverso da Botta in quanto è un pochino un po’ più ordinato a livello tattico in fase di non possesso. Botta ti dà altre cose e ha forse più qualità nel palleggio, ma sono convinto che se avessi scelto lui, avrebbe fatto una grande partita. Quando si fa una scelta, bisogna anche tenere conto delle fasi di possesso e di non possesso. In una partita come questa, un giocatore come Folorunsho è stato determinante sui calcio d’angolo o sulle punizioni subite e il non averlo ci avrebbe fatto abbassare la statura facendoci rischiare di più. Lui è cresciuto tantissimo anche in fase di non possesso. All’inizio, pur essendo molto generoso, era un po’ disordinato, ma partita dopo partita sta crescendo assicurando fisicità. Scheidler? E’ un ragazzo in gamba, è intelligente e, sebbene sia arrivato da poco, ci ha messo quasi niente a capire qual sia lo spirito del gruppo e l’atteggiamento che deve avere. Deve solo crescere un po’ in termini di condizione perché, quando cambi metodologia di lavoro, probabilmente un po’ paghi. Oggi c’è stata la possibilità di farlo entrare e forse ci sarebbe stata anche in passato, però io ora lo vedo più pronto rispetto a prima e sono convinto che sarà un giocatore di prospettiva futura per il Bari».

Il tecnico dei galletti si è congedato con un’ultima riflessione: «So benissimo che l’entusiasmo si crea con i risultati, ma quello che percepisco è che ci sia entusiasmo anche perché si vede il lavoro che la squadra sta facendo e lo spirito che sta mettendo in campo. Questa è la cosa che mi rende più orgoglioso. La classifica? A 31 partite dalla fine onestamente ha poco senso guardarla. In questo periodo dell’anno tutte le squadre sono un po’ più spensierati. Con l’andare avanti delle giornate, i punti cominciano invece a pesare di più e la gente ti conosce maggiormente, visto che l’anno scorso giocavamo in un’altra categoria. Se l’atteggiamento dovesse continuare ad essere questo, ci sono i presupposti per fare buone partite e buone prestazioni».





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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