Polito: «Bari in crisi? Ci stanno dei momenti meno brillanti! Gli avversari ora ci conoscono meglio. Mercato di gennaio? Cheddira e Caprile finiranno il campionato con noi. Per i rinforzi…»



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BARI – Al Bari manca tanto la vittoria! Sono ben 6 i turni senza successi e i primi malumori cominciano a serpeggiare sebbene il campionato disputato fino ad ora dai galletti sia di tutto rispetto ed ampiamente positivo.

Ad analizzare il momento della squadra di mister Mignani è stato Ciro Polito che ha così iniziato la sua conferenza stampa: «Il Bari ha avuto una partenza bomba, che è andata oltre ogni aspettativa, e quindi adesso sembra che stia marciando con un passo diverso. Si dice che siamo in crisi? E’ vero che manchi la vittoria, ma è normale che nel corso di una stagione ci siano fisiologicamente dei momenti meno brillanti. I risultati positivi ci sono e quindi non dobbiamo buttare via tutto perché altrimenti facciamo harakiri. Dobbiamo avere equilibrio! Non dobbiamo allarmarci, bensì sostenere questi ragazzi che secondo me fino ad adesso sono stati encomiabili. I tifosi a Como a fine partita hanno applaudito la squadra e non mi piace che un pareggio venga considerato come una sconfitta. Teniamoci stretto quello che stiamo facendo, cercando comunque di ritrovare un po’ di brillantezza e di spavalderia. All’inizio del campionato siamo stati cinici al massimo, ma subivamo di più e Caprile ha disputato delle partite strepitose. Oggi non prende un tiro in porta. A Como sembra che abbiamo fatto una bruttissima partita, però in fin dei conti abbiamo subito solo due rigori di cui non parlo perché altrimenti non la finiremmo più…».

Il Direttore Sportivo del Bari ha una sua idea sulle ragioni di un periodo non brillantissimo: «All’inizio non ci conoscevano ed eravamo anche più spavaldi. C’era anche più entusiasmo e si sa che vincere aiuta a vincere. Gli avversari ci studiano e ci hanno tolto un po’ di profondità. Poi vedo un po’ meno fame rispetto a quella che all’inizio ci ha portato ad ottenere grandi risultati. Ricordo che sul portatore di palla avversario prima andavamo in due o in tre e adesso qualche cosa sotto questo aspetto è mancata. Si lavorerà per ritrovare comunque un Bari migliore, senza dimenticarci le cose positive. Siamo ad esempio la migliore delle neopromosse. Quando arriveremo a maggio, il giudice sarà la classifica».

A chi gli ha chiesto del rendimento dei nuovi, l’ex Ascoli ha solo avuto parole di elogio: «L’allenatore fa le sue scelte anche in base alle caratteristiche degli avversari. I nuovi non credo che siano in ritardo. Fino ad ora, quando ha giocato, Zuzek ci ha soddisfatti e non lo abbiamo affatto bocciato. In difesa, Di Cesare sta facendo benissimo e sembra un ragazzino esordiente per la sua condizione, e abbiamo anche un giocatore importantissimo come Vicari. Ho pensato di prendere un altro elemento per aumentare anche la competizione. Per quanto riguarda Scheidler, è un attaccante che gioca di rifinitura, che sa giocare a calcio, che ha struttura, è sempre presente e ti porta dietro l’avversario. A me piace molto. Gli è stato annullato un gol, ha colpito una grande traversa, ha fatto delle cose buone ed è un giocatore in crescita. In questo momento stiamo effettivamente offendendo poco e siamo un po’ più sterili e quindi è normale che tocchi pochi palloni. Deve solo metterci un po’ più di “cazzimma”. Con lui la proprietà ha fatto un grosso investimento e un attaccante deve fare gol, ma i giocatori vanno anche aspettati. Non trascuriamo anche il fatto che fino ad ora ha giocato Cheddira che è letteralmente esploso ad inizio stagione, diventando il capocannoniere della serie B e guadagnandosi la convocazione ai mondiali. Ceter? è un giocatore che ha la problematica degli infortuni. E’ un giocatore che abbiamo preso in più, consci che aveva avuto delle ricadute a livello muscolare. Adesso sembra che stia bene, ce lo teniamo e vediamo cosa potrà darci in futuro».

Quanto al mercato di riparazione: «Quello di gennaio è un mercato molto particolare. Sappiamo che è difficile trovare dei giocatori pronti e non è mai facile anche inserirli in un progetto tattico e tecnico già avviato. E’ normale che nel momento in cui ci dovesse essere bisogno di qualcosa e qualora ci fosse l’occasione per inserire qualche giocatore, sicuramente ci faremo trovare pronti a tempo debito. Sempre però nell’ottica di migliorarci e di disputare un campionato all’altezza. Ne parleremo con la proprietà, senza dimenticarci che essa stia chiedendo sostenibilità perché negli anni ha investito tanti soldi e adesso dobbiamo cercare di riparare, come del resto stiamo facendo. La squadra bisogna costruirla nel tempo in un modo soddisfacente per una piazza che merita la serie A ad alti livelli. Sapevo che la partenza sprint non sarebbe stata per noi un vantaggio. Anche a me, come tutti, piace sognare, ma ora bisogna avere un certo equilibrio. Aggredire il mercato di gennaio? Lo si fa solo in una situazione veramente deficitare che richieda di dover cambiare molti giocatori. Il nostro obiettivo di quest’anno è quello di cercare di assestarci nella categoria e di formare una squadra per un futuro da serie A. Cheddira e Caprile? Si sono messi in mostra ed è normale che entrambi siano nel mirino di tantissimi club, tra cui anche il Napoli, ma tutti e due finiranno certamente la stagione qui».

Il 43enne napoletano ha quindi affrontato il tema dei rinnovi di contratto per quei giocatori in scadenza a giugno: «Per quanto riguarda i portieri, è un discorso a parte. Hanno poche possibilità di dimostrare e magari non giocando rischiano di andare nel dimenticatoio. Avevo chiesto un supporto per aiutare un ragazzo giovane ad integrarsi e i ragazzi sono stati impeccabili. A differenza degli altri, avevo promesso loro di metterli in tranquillità. Per quanto riguarda gli altri, quando sarà, prenderò una decisione dopo aver fatto un bilancio e chi resterà escluso, sarà libero di fare altre scelte».

L’ex portiere campano ha anche avuto modo di parlare di due elementi di spessore della rosa attuale: «Botta? Siamo tutti innamorati di lui e per primo io. E’ un giocatore che ha dell’estro la sua qualità numero uno ed è normale che in un campionato fisico come la serie B a volte magari ha impattato poco sotto questo aspetto. E’ capitato che abbia fatto qualche prestazione non all’altezza del suo nome, però nell’ultimo periodo, quando è entrato, è stato decisivo. Salcedo? Da lui pretendo di più anche se ha fatto un eurogol e ci ha fatto vincere la partita di Venezia con un assist meraviglioso. E’ un giocatore che ha nelle corde delle caratteristiche importanti e da lui pretendo molto».

In chiusura il dirigente biancorosso si è proiettato al futuro e alla prossima sfida ormai alle porte: «Contro il Pisa voglio vincere. Incontriamo una squadra che ha perso la finale per andare in A ed ha ripreso lo stesso allenatore dopo aver avuto una partenza ad handicap. Ora è una delle formazioni più in forma, come dicono i numeri, e noi dobbiamo comunque cercare di dare una soddisfazione ai tifosi con quella Vittoria che manca da tanto. Abbiamo ottenuto dei risultati comunque positivi pur non essendo bellissimi. Il calcio della Serie B dimostra che c’è equilibrio, le partite sono tutte tirate e i dettagli stanno facendo la differenza. Dobbiamo cercare di riportare questi ultimi dalla nostra parte».





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