
Al termine della partita persa dal Bari in casa della Carrarese, Vincenzo Vivarini ha tenuto la sua conferenza stampa per analizzare a caldo il risultato finale.
«Io devo guardare la prestazione – ha esordito l’allenatore del Bari – e devo ammettere che ci sono state situazioni in cui avremmo dovuto fare molto meglio, ma devo mettere in evidenza anche le cose positive viste oggi. Soprattutto nel primo tempo, c’è stata la consapevolezza di avere la partita in mano e di aver creato più dell’avversario. C’è stato un palleggio migliore rispetto alle precedenti gare ed ho visto dei movimenti fatti anche con i tempi giusti. I vertici sono stati serviti con più facilità e abbiamo avuto sicurezza anche nella fase di non possesso. Abbiamo infatti perso campo solo in due occasioni in tutto il primo tempo. Siamo ripartiti nel secondo tempo con la stessa attenzione, lo stesso piglio, e saremmo potuti andare in vantaggio con l’occasione più importante di una partita molto equilibrata».
Dopo aver messo in luce le note positive, il mister dei biancorossi ha poi spiegato cosa invece non sia girato per il verso giusto nel pomeriggio vissuto allo “Stadio dei Marmi”: «La situazione di gioco nella quale abbiamo preso gol l’avevamo analizzata. C’è stata una palla sul primo palo e noi saremmo dovuti andare in anticipo, ma siamo stati leggeri. Poi diventa pesante e si finisce per perdere per una situazione di questo tipo. Un’altro aspetto negativo è rappresentato dai nostri dieci minuti dopo lo svantaggio. Dieci minuti di panico, durante i quali ci è andata bene perché avremmo potuto prendere altri gol! Questa è un’altra cosa che dobbiamo evitare. Infine non siamo capaci di essere incisivi negli ultimi 30 metri. Tutte queste cose finiscono per vanificare tutte le cose positive che ho detto prima».
Secondo il 59enne di Ari il problema principale dei suoi ragazzi è di ordine mentale: « La squadra sta dando tutto sotto l’aspetto caratteriale e dell’applicazione, sia negli allenamenti che nelle partite. Nel momento in cui si verifica un evento negativo, purtroppo è come se le crollasse il mondo addosso, Nel calcio bisogna però mettere in conto che le situazioni negative possano verificarsi. L’importante è rimanere sempre in partita, rimanere sempre sul pezzo, perché poi puoi anche ribaltare la situazione. Dopo lo svantaggio abbiamo cambiato anche modulo, ci siamo messi a quattro dietro, abbiamo messo tutti gli attaccanti che avevamo a disposizione e la squadra ha cercato il pareggio in tutti i modi. Questo significa che lo spirito è quello giusto».
L’abruzzese ha poi continuato nella sua disamina: «Io devo essere attento esclusivamente a quello che succede in campo e devo essere concentrato su come stanno i giocatori. I ragazzi oggi hanno dimostrato di essere una squadra viva, che ha lottato e combattuto. Oggi si può dire loro poco. Noi dobbiamo pensare a far dare il massimo a questi ragazzi. Castrovilli? Ha avuto un problema e si è dovuto fermare a fine primo tempo perché gli tirava un po’ l’adduttore».
A chi gli ha chiesto se abbia timore di un esonero, l’ex Pescara ha risposto laconicamente: «Tutti gli allenatori sono sempre in discussione. Decisioni del genere non sono di mia competenza».
Il tecnico dei galletti si è congedato con un’ultima riflessione che prende il via da un riferimento al mercato: «Questo è un discorso importante! La situazione è quella e ne sono cosciente da quando sono arrivato. Qui però è tutta una guerra, una guerra, una guerra! In questo momento devo rimanere concentrato, sia a dare dei consigli, sia a lavorare bene sul campo. L’attuale situazione di classifica è preoccupante».

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