
BARI – Nel post gara della partita vinta largamente dal Bari in casa contro la Reggiana, Moreno Longo ha tenuto la sua conferenza stampa per analizzare a caldo il risultato finale.
«Volevamo una risposta e penso che la risposta sia arrivata da parte della squadra – ha esordito l’allenatore del Bari – e siamo naturalmente soddisfatti. Abbiamo reagito e questa non era una cosa scontata perché quando fai quel tipo di partite non è detto che tu abbia la forza per reagire e invece i ragazzi l’hanno messa dentro. Vinciamo meritatamente una partita molto importante che in classifica ci fa stare dentro il gruppone, un obiettivo fondamentale oggi e lo sarà fino alla fine».
Il mister dei biancorossi ha poi spiegato ancora più nel dettaglio il pomeriggio vissuto al “San Nicola”: «Per vincere le partite e per fare punti, devi saper approcciare con quella base di cui ho sempre parlato sin da quando sono arrivato e cioè una base fatta di senso di appartenenza, di voglia, di coraggio, di abnegazione e di agonismo. Senza queste cose, anche l’idea tecnico-tattica perde di significato e diventa inutile parlare di cambi, di tecnica e di tattica. Oggi i ragazzi sono stati bravi a mettere in campo tutto questo e abbiamo ripreso il nostro cammino positivo che si era interrotto. Abbiamo lavorato tanto sotto questo aspetto. Son contento di come la squadra l’abbia poi sviluppato durante la gara. Sapevamo che se fossimo rimasti statici, avremmo fatto un favore alla Reggiana».
Secondo il 49enne piemontese, nonostante la vittoria convincente contro gli emiliani, non bisogna farsi delle false illusioni: «Naturalmente dobbiamo vedere a questo successo con equilibrio, quello che noi dobbiamo avere perché non dobbiamo buttare a mare tutto per una sconfitta, anche se dura come quella di Pescara. La squadra nelle ultime cinque partite ha racimolato 10 punti, una media di due punti a partita che mantengono le squadre che giocano per vincere il campionato. Tutto questo deve darci fiducia, per andare avanti con equilibrio, cercando di dare continuità ai nostri risultati, ma soprattutto alle nostre prestazioni, perché sono quelle che fanno la differenza».
A chi gli ha chiesto dell’importanza di poter contare su una rosa ampia ed affidabile, l’ex Como ha spiegato la sua strategia: «In questo momento noi dobbiamo pensare a tenere dentro tutti perché, al di là dell’11 iniziale, ne avremo bisogno nelle restanti partite. Tra tre giorni rigiochiamo di nuovo e quindi abbiamo bisogno di tutti e non lo dico per retorica».
Il teatino ha parlato anche di qualche singolo: «Piscopo? Non l’avete visto perché ieri, dopo la conferenza nella rifinitura pre gara, ha avuto di nuovo fastidio e si è fermato. Era in panchina, ma non l’abbiamo voluto rischiare perché rischiare un giocatore oggi vorrebbe dire rischiare di fargli finire il campionato. Dickman? Sono contento della sua prestazione. Ha stretto i denti anche lui perché non era al 100%, però era una scelta obbligata che in questa partita si poteva fare e l’abbiamo fatta».
Quanto alla prossima proibitiva gara a Frosinone, così si è espresso il torinese: «La prepareremo da domani mattina, non è ancora il momento di parlarne. Adesso c’è bisogno di dare a questa vittoria lo stesso valore che si è dato alla sconfitta di Pescara, altrimenti non si fanno le cose eque».
Il tecnico dei galletti si è congedato con un’ultima riflessione che parte dalla situazione di classifica che nei bassifondi è sempre più popolata: «Più squadre ci sono, meglio è. Nessuno ha partite semplici e tutti hanno partite con un carico psicologico importante. Oggi abbiamo usufruito di un carico psicologico sfruttato alla grande. Dobbiamo pensare a stare lì perché tanto saremo sempre sul filo di lana. Ogni domenica la classifica cambierà a favore o a sfavore, e noi dobbiamo stare dentro fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata».

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