
BARI – Nel post gara della partita vinta dal Bari in casa contro il Cosenza, Massimo Rastelli ha tenuto la sua conferenza stampa per analizzare a caldo il risultato finale e rilasciando le seguenti dichiarazioni:
Il momento della squadra: sofferenza e carattere
«In questa prima fase della stagione possiamo definire il nostro marchio di fabbrica con tre parole: sofferenza, cuore e vittorie. Anche oggi i ragazzi hanno dimostrato quanto siano attaccati alla maglia, dando tutto quello che potevano. Sapevamo che era una partita insidiosa e non facile, al termine di una settimana comunque complessa da gestire. I ragazzi sono stati bravi e in questo momento siamo felici perché, soffrendo da squadra, riusciamo a portare a casa dei punti molto pesanti».
Il gioco espresso e gli aspetti da migliorare
«All’interno della gara abbiamo avuto momenti in cui abbiamo espresso un buon calcio. Magari non siamo riusciti a tirare in porta perché abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio o la scelta finale, ma le buone fasi di gioco ci sono state. È chiaro che dobbiamo migliorare, l’ho sempre detto e non mi sono mai nascosto. In questo momento è fondamentale avere questa compattezza e non fasciarsi la testa se le cose riescono un po’ meno bene: rimanendo aggrappati alla partita, il guizzo per risolverla riusciamo sempre a trovarlo».
Il lavoro settimanale e la condizione fisica
«Quella appena trascorsa è stata solo la terza settimana in cui ho potuto lavorare nei sette giorni canonici per preparare la partita. Di queste tre, una solam, quella prima della gara contro l’Altamura, è stata affrontata con l’organico al completo. Non è semplice trasmettere certi dettami e migliorare la conoscenza reciproca senza continuità. Mi auguro che, potendo lavorare gradualmente e recuperando tutti i calciatori, tutto il contesto possa migliorare. Dal punto di vista fisico fortunatamente stanno tutti bene: chi è uscito dal campo lo ha fatto solo per forte stanchezza e crampi».
La fase di impostazione e la gestione del pallone
«Le idee di gioco ci sono, soprattutto grazie al lavoro svolto in settimana; i ragazzi sapevano come uscire palla al piede fin dalla prima impostazione. A volte subentra un po’ di pressione. I due ragazzi dietro hanno fatto una partita straordinaria dal punto di vista difensivo, ma nella serenità dell’impostazione erano un po’ ansiosi, e questo a volte ha rallentato il giro palla e la fluidità del palleggio. Questa fluidità si è vista soprattutto dopo l’1-0, con dieci minuti di ottima gestione del pallone. Anche se non abbiamo creato occasioni da gol, il possesso è stato positivo. Questa squadra ha le qualità e può solo migliorare».
La prestazione di Anzolin
«Il giudizio sulla sua prestazione è molto positivo. Sembrava che fosse qui con noi da sempre. Ha trasmesso serenità alle giocate, non ha sbagliato una scelta ed è stato molto pulito con i piedi. Anche in fase difensiva si è dimostrato attentissimo. Per essere la sua prima gara, considerando che si allena con noi da appena otto o nove giorni, è stata una bellissima sorpresa in positivo».
Le scelte tattiche e l’equilibrio in campo
«Quando affronti squadre che giocano a cinque, inevitabilmente tendono ad abbassarti perché devi coprire i cinque canali sul campo. Noi abbiamo calciatori di equilibrio come Tribuzzi, che in fase di possesso mi permette di passare al 4-3-3 in fase di non possesso e si abbassa per dare una mano alla linea difensiva. Abbiamo trovato questo equilibrio proprio per evitare che l’avversario ci facesse correre a vuoto. Coprire l’intera ampiezza del campo con soli quattro difensori è faticoso, a meno che non si riesca a mantenere una grandissima pressione offensiva per tutti i 90 minuti. È chiaro che, in questo momento della stagione, noi non riusciamo ancora a farlo».

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