Che un pomeriggio decisamente storto non vanifichi quanto di buono si è fatto finora. Riparti Bari…

La sconfitta di Chiavari non deve gettare nello sconforto la tifoseria biancorossa




Non commettiamo il solito errore. Bari è una piazza umorale ed è forse la consapevolezza di essere, senza timore di smentite, una tifoseria di serie A, a creare spesso sacrosante aspettative sulla squadra e a determinare tra i supporter improvvisi picchi di entusiasmo irrefrenabile, alternati ad altrettanto repentini momenti di depressione. La striscia di 6 risultati utili consecutivi conseguiti dai galletti negli ultimi tempi non può, e non deve, essere cancellata dalla partita di oggi. La sconfitta a Chiavari fa male, è vero, ma farebbe ancora più male intraprendere la via del pessimismo e dell’autoflagellazione.


Se la squadra biancorossa al momento non occupa la prima posizione e non ha ammazzato il campionato, è evidente che non sia perfetta. Da quando però Colantuono è subentrato a Stellone, il Bari è passato dalla dodicesima posizione alla quinta, ha collezionato ben 27 punti in 16 gare (ad una media di quasi 1,7 a partita) totalizzando solo 4 punti in meno della Spal che, dalla metà di novembre dello scorso anno ad oggi, ha fatto meglio degli altri. Dal mercato di gennaio sono arrivati elementi di primissimo piano come Floro Flores, Galano e Parigini su tutti e i biancorossi hanno cominciato a cambiare decisamente registro assumendo una propria fisionomia, un gioco e una mentalità vincente. La società ha fatto il possibile e la squadra ha tutte le potenzialità per raggiungere gli obiettivi che la tifoseria sogna.

Caputo e compagni, è bene ricordarlo, in questa stagione in casa hanno perso solo in una circostanza (contro la capolista Spal) vincendo per 9 volte e lasciando agli avversari solo 4 pareggi. Giocare in Liguria non era compito facile, come non lo è stato a Benevento solo una settimana fa, ma a volte basta un episodio sfavorevole, qualche incertezza dell’arbitro, un campo in erba sintetica a cui non è facile adattarsi, a spazzare via tanti sacrifici e tanto lavoro. Non sarebbe serio cercare alibi, ma quando ci sono la buona volontà, la professionalità, l’impegno e (perché no) il valore, non è giusto gettare la spugna, andare a caccia di streghe e buttare fango su chi sta facendo comunque di tutto per fare sempre bene.

Se qualcuno pensa che oggi i calciatori del Bari abbiano preso sottogamba il match o abbiano deliberatamente tirato i remi in barca, sbaglia di grosso. Un comportamento così autolesionistico e da dilettanti, non sarebbe compatibile con gli interessi di tutti, società, tifosi e calciatori stessi. Un mister come Colantuono, che sa come tenere alta la concentrazione e sa tenere in mano il gruppo come pochi, non lo avrebbe mai permesso. Quando il tecnico romano ripete fino alla noia che la gara più importante è sempre quella successiva, non mente e non si diverte a fare la parte del bastian contrario. Bisogna sempre guardare oltre, che si vinca o che si perda, e non abbattersi mai. Nell’ultima conferenza stampa, l’allenatore dei galletti ha fatto notare che preferirebbe perdere tre partite e vincerne due più che pareggiarne cinque in quanto, alla fine, la squadra avrebbe fatto un punto in più. Meditiamo allora su tale affermazione.

In questo momento il Bari ha bisogno di recuperare il tempo perso ad inizio stagione ed ha bisogno di rischiare. Rischiare significa anche mettere in conto che la ricerca costante della vittoria può, talvolta, portare a delle battute d’arresto, ma c’è un solo tifoso che ora si accontenterebbe della minestrina riscaldata e della politica dei piccoli passi? Ora non servirebbe a nulla, esattamente come fare oggi processi su questo o su quello, su una scelta potenzialmente sbagliata o su una prestazione sottotono di qualcuno. E allora non guardiamo a questo pomeriggio storto (molto storto) e voltiamo subito pagina. Pensiamo a sostenere una squadra che merita di essere sospinta. I tifosi del Bari l’hanno sempre fatto anche in momenti ben peggiori. Tra sette giorni al San Nicola i galletti affronteranno il Frosinone e servirà ancora una volta che il pubblico reciti il ruolo di dodicesimo uomo in campo. E’ necessario mantenere equilibrio e non lasciarsi andare a facile polemiche. Il paradiso è ancora lì, a portata di mano, e nulla è compromesso. Non facciamoci come al solito del male da soli. Non commettiamo il solito errore!





About Tommaso Di Lernia 347 Articoli
E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

1 Comment

  1. IL TIFOSO BARESE E’ COSI’, SE SI VINCE TUTTO VA BENE, SE SI PERDE VA IN DEPRESSIONE. BISOGNA FARE I CONTI CON GLI AVVERSARI, TUTTI VOGLIONO VINCERE E NESSUNO VUOL PERDERE, COSA PENSAVANO I TIFOSI CHE AVREMMO VINTO FACILE, FACILE A CHIAVARI, POTEVA ANCHE ACCADERE, PERO’ HA PERSO, PER QUESTO NON ANDIAMO IN DEPRESSIONE. SOFFRO ANCH’IO PER LA SCONFITTA, PERO’ RESTIAMO FIDUCIOSI. UN SALUTO TIFOSI BARESI E SEMPRE FORZA BARI!!!

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