Folorunsho: «Le critiche? Fanno bene per crescere. Bari è una vera piazza che vive di calcio, sono orgoglioso di essere qui…»

Le parole del centrocampista biancorosso in conferenza stampa



BARI – Un suo clamoroso errore nel finale di partita a Catania, nell’ultimo turno di campionato, non ha consentiti al suo Bari di fare bottino pieno.


Michael Folorunsho sa di aver fallito una ghiotta occasione, ma a distanza di qualche giorno in conferenza stampa ha così spiegato l’episodio in questione: «Un Folorunsho in condizione e più lucido avrebbe sfruttato quell’occasione in altro modo. Le critiche ricevute? Le accetto di buon grado. Da quando ho deciso di fare questa professione, ho pensato che per fare il vero calcio sarei dovuto venire in piazze come questa. So che qui, quando fai bene, non riesci neanche ad andare in giro per il calore della gente, ma poi ci sta il ricevere giudizi negativi quando si sbaglia e non si è al massimo. Anzi, questi ultimi vanno accettati più dei complimenti perché sono più costruttivi. Fa parte del calcio anche questo, ma resta pur sempre il rammarico perché segnare in Sicilia domenica scorsa avrebbe dato una svolta diversa al match e mi avrebbe dato a livello personale uno slancio diverso in ottica stagionale. Domenica prossima avrò però la possibilità di riscattarmi e di far cambiare idea a chi mi ha criticato».

La voglia di riscatto del giocatore è molto forte. «Il mio obiettivo e arrivare al 100% il prima possibile – ha continuato il numero 20 biancorosso – e so di non poter ancora dare completamente ciò che posso dare. Si vede che sono più indietro rispetto ai compagni, ma resto positivo. Subire un infortunio subito dopo il ritiro, proprio nella fase di rodaggio, e stare fermo un mese e mezzo, buttando letteralmente all’aria il carico fatto nel pre campionato, non è affatto facile. Tre settimane fa ho praticamente ricominciato da capo e solo il tempo potrà ridarmi la condizione giusta. Se dopo l’infortunio ora ho paura dei contrasti? A livello mentale non temo ripercussioni. Fin da bambino non ho mai avuto paura di buttarmi nella mischia. E’ la mia dote principale. Su Instagram ho scritto la frase “ciò che non ti uccide, ti fortifica” e credo che sia proprio così. Mi riferivo non all’errore di Catania, bensì al periodo che ho trascorso durante l’infortunio. la voglia che ci sto mettendo per ritornare quello che sono, dia poi i suoi risultati sul campo».

Quanto al reparto in cui gioca, il 21enne romano è piuttosto soddisfatto: «Il centrocampo sta lavorando bene. Dobbiamo tenere conto poi che ci sono stati nel tempo molti acciacchi fisici e che questo reparto, da inizio anno, non è stato mai al completo come elementi. Abbiamo qualità anche se forse in questo momento non tutti stanno dando il massimo. Awua? E’ più sprintoso e brillante. E’ un grande giocatore e, quando ho saputo che era arrivato qui, sono stato contento perché conosco le sue qualità e so che può fare davvero bene. Io ho caratteristiche diverse rispetto a lui in quanto sono più grosso e potente. Tendo a prendere il ritmo sulle distanze più ampie».

Il centrocampista di origini nigeriane ha poi speso qualche parola su Vivarini e sul suo modo di far giocare: «Il mister è propenso a far inserire le mezzali e ci lascia liberi di fare ciò che sappiamo fare meglio. Sono molto contento di come vuole che io giochi anche perché mi lascia molta libertà, sempre dando importanza comunque all’equilibrio e al ripiego in fase difensiva. Dove mi trovo meglio, mezzala destra o sinistra? Ho fatto entrambi i ruoli e mi trovo bene indifferentemente in una o l’altra posizione».

In conclusione, l’ex Virtus Francavilla ha parlato del prossimo impegno: «Sulla carta abbiamo superato un ciclo di gare difficili come quelle contro Catanzaro, Reggina, Catania, squadre importanti di questo girone. A livello mentale queste sfide si affrontano in modo più carico in quanto sai di affrontare formazioni molto forti. Quando poi incontri squadre meno forti o di bassa classifica, involontariamente può capitare che vengano meno gli stimoli. Dobbiamo essere bravi affinché ciò non avvenga. Cosa temo della Vibonese? Sono organizzati, come l’anno scorso, ma noi siamo il Bari e non dobbiamo temere nessuno, giocando come sappiamo. Il risultato arriverà di conseguenza».





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