La forza del gruppo, ma anche dei singoli. Piedi per terra e lavorare sodo. Bari primo col Parma, come all’epoca di Conte…

I galletti stanno intanto conquistando anche sempre più i propri tifosi



E’ vero, qualora il Palermo dovesse vincere lunedì sera nel posticipo casalingo contro il Cittadella, il Bari dovrebbe per il momento rinunciare al titolo di capolista tanto faticosamente e meritatamente guadagnato con la vittoria di Novara, ma questo è solo un particolare al momento trascurabile. I ragazzi di mister Grosso stanno crescendo sempre più e, cosa ancora più importante, hanno ancora ampi margini di miglioramento.


UN GRANDE GRUPPO, MA FATTO ANCHE DA GRANDI SINGOLI – I galletti hanno oggi dimostrato di essere davvero una Squadra con la “S” maiuscola, capace di tenere botta nel primo tempo al cospetto di un avversario motivato e ostico per poi assestare il colpo vincente al momento giusto. Un “gruppo”, come ama ripetere mister Grosso fino alla noia, che sembra poter contare su tante frecce al proprio arco. E’ questo un aspetto importantissimo in un campionato lunghissimo ed equilibrato, durante il quale è fondamentale dosare le forze ed avere sempre qualcuno “in forma al momento giusto” in modo da sopperire alle fisiologiche flessioni di ciascuno durante la stagione. All’inizio a fare la differenza è stato Improta con i suoi gol, poi ha cominciato a girare sempre più Galano e adesso è probabilmente la volta di Anderson. Il giovane olandese si sta rivelando una vera e propria spina nel fianco delle difese avversarie e contro i piemontesi ha centrato anche la prima rete in maglia biancorossa. Dribbla, si smarca, effettua cross e passaggi filtranti a ripetizione e ora va anche in gol. Deve ancora migliorare, ma per il momento cosa chiedere di più ad un ragazzo che ha cominciato solo “in prova” la sua esperienza nel capoluogo pugliese? Sta conquistando tutti, dal tecnico ai tifosi, e non è escluso che, qualora continui su questa strada, possa davvero diventare un autentico beniamino. Per certi versi, il 22enne di Amsterdam ricorda (almeno fisicamente) un certo Pedro Kamata che da queste parti ha fatto divertire la gente del “San Nicola”. Per non parlare poi di Petriccione, che sta crescendo a dismisura e rappresenta sempre più una valida alternativa (in alcuni casi un grande supporto) a Basha nel centrocampo barese. Se poi si ha a disposizione la classe di Galano e quella di un certo Brienza, devastante ogni volta che entra, nulla diventa impossibile…

TOH CHI SI RIVEDE… IL PARMA! – E allora godiamoci questo momento fino in fondo! Se poi qualcuno credesse nelle coincidenze, sarebbe il caso che cominci a sfregarsi le mani. Il Bari è al momento temporaneamente primo e l’ultima volta che questo è avvenuto (a torneo inoltrato e non grazie a qualche vittoria maturata alle prime giornate) risale alla stagione 2008-2009. Quella di Antonio Conte conclusasi col trionfale sbarco in serie A, tanto per intenderci. Proprio l’altro giorno Andrea Ranocchia si è fatto fotografare col trofeo vinto in biancorosso per quell’entusiasmante primo posto. Ancora una coincidenza? E come allora, anche oggi i galletti si ritrovano primi a braccetto col Parma. La sera del 26 gennaio 2009, Barreto regalò una magica vittoria a Trieste e il primato solitario in graduatoria e, dopo il successivo pareggio interno contro il Vicenza, a condividere con i pugliesi la vetta ci fu il Parma di Guidolin. La coabitazione durò 3 settimane su 4 poiché, dall’indimenticabile successo di Sassuolo in poi, il Bari restò al primo posto in beata solitudine fino alla fine del campionato.

PIEDI PER TERRA – E’ inutile dire che mister Grosso si lascerebbe andare solo qualora il miracolo dovesse materializzarsi. Nel frattempo incrocia le dita e fa professione di umiltà. In modo intelligente e sapiente, dimostrandosi molto più saggio di tanti altri suoi predecessori ben più esperti, attempati e navigati. Anche in momenti meno esaltanti, su queste colonne abbiamo sostenuto che il romano sia l’allenatore giusto per un progetto fresco ed entusiasmante ed è evidente che in questo momento ancora di più rimaniamo di questa idea. E’ altrettanto chiaro che fino ad ora non si è fatto nulla. I problemi ci sono e non svaniscono da un giorno all’altro. Ma possono essere mascherati col lavoro e l’impegno. Col cervello e con le gambe. Lo stesso Grosso sbaglia, impara la lezione e migliora di settimana in settimana. Sembra un ritornello scontato, ma è evidente che sia ancora presto per cantare vittoria. La piazza vive di slanci (è anche forse giusto così), e ora che il termometro del tifo comincia a segnare temperature “estive”, sarebbe davvero vitale non deludere le aspettative. Altrettanto indispensabile è però che i tifosi “ci credano” fino in fondo e non ritornino nel letargo alle prime, prossime, inevitabili difficoltà. Che il “San Nicola” diventi un catino e spinga ancora di più questa squadra. Chissà che la delusione per il non poter vedere a giugno prossimo la nazionale in Russia possa essere lenita dal realizzarsi di un sogno che i baresi inseguono da molti anni. Probabilmente troppi…





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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