Bari, sei ancora prevedibile. La ‘lezione’ del Venezia non è stata del tutto assimilata

Il punto sulla squadra biancorossa dopo la sfida del 'Picco'



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Ci risiamo. Nella sconfitta maturata ieri pomeriggio contro lo Spezia, il Bari ha ancora evidenziato i soliti limiti. Le difficoltà principali emergono quando si affrontano squadre non propense a macinare gioco e che badano principalmente a difendersi e ripartire in contropiede. Per poi affondare il colpo decisivo.

REVIVAL – Lo Spezia, indubbiamente, è una di queste. Per certi versi il confronto del ‘Picco’ si può considerare simile a quello della 3^ giornata contro il Venezia: liguri e veneti, tecnicamente inferiori rispetto ai pugliesi, hanno avuto il merito di adottare le giuste contromisure e di aspettare il momento giusto per colpire. Brillando per cinismo. E il Bari? In entrambe le circostanze ha sostanzialmente commesso lo stesso errore: ricercare attraverso il fraseggio – ma con poche verticalizzazioni – gli spazi giusti per andare in gol. Risultato? Uno sterile possesso palla senza valide alternative. Certo, il colpo mancato da Tello a metà primo tempo grida vendetta, ma è altrettanto lecito pretendere molto di più. Soprattutto sul piano dell’intensità, del coraggio e della cattiveria, anche da parte dello stesso Grosso. Giusto, ma tardivo, è ad esempio l’ingresso in campo di Galano. Ed il foggiano, in pieno recupero, ha avuto il demerito di esitare troppo davanti alla porta difesa da Bassi.

SVISTE E DEMERITI – Ci sarebbe da dire qualcosa anche sulle sviste arbitrali. Così come poteva essere considerato irregolare il gol di Zigoni al ‘San Nicola’, allo stesso modo andava concesso il calcio di rigore (solare, netto) in favore del Bari ieri al ‘Picco’. Sono state scelte pesanti. Ma, allo stesso tempo, attribuire soltanto a questi episodi le sconfitte del Bari sarebbe, a parer nostro, superficiale. Perchè – limitandoci a ieri – soccombere in superiorità numerica e concedere spazi come nel caso del gol di W.Lopez (ex Lecce, bis per lui) non può andar bene. Soprattutto se coltivi determinate ambizioni. E’ per questo che la ‘lezione’ del Venezia non è stata ancora del tutto assimilata.

EQUILIBRIO E FIDUCIA –
 Il tempo per rimediare c’è (la classifica resta molto corta), si mantenga equilibrio. La strada è ancora lunga, cosi come il campionato. Il Bari deve continuare a credere in quello che fa, a patto di imparare dalle sconfitte e migliorare – molto – nella lettura e nell’interpretazione delle partite. Questo limite si può superare solo attraverso esperienza, intelligenza ed un pizzico di furbizia in più. In B nessuno regala niente: prima lo si impara e meglio è.





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Collaboratore ed aspirante Pubblicista. Si occupa di qualsiasi argomento attinente al calcio di Bari e Provincia

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