Carrera: «Qui ho vissuto 5 anni bellissimi! Ai giocatori parlerò col cuore! Il mercato? Vedremo…»



BARI – Tornare nella sua Bari, la piazza che l’ha lanciato come calciatore, è per lui una grande emozione. Massimo Carrera è il nuovo allenatore del sodalizio pugliese al posto dell’esonerato Auteri ed oggi, nel corso della conferenza stampa di presentazione tenuta dal club, ha avuto la possibilità di spiegare innanzitutto i motivi della sua decisione di sposare questa nuova causa.

«Ringrazio il presidente per la scelta che ha fatto – ha esordito il nuovo il mister biancorosso – ho accettato volentieri la proposta senza pensarci tantissimo. A Bari ho passato cinque anni bellissimi e conservo tanti ricordi. Qui sono cresciuto come uomo e mi sono fatto notare calcisticamente all’inizio della mia carriera. Per me rappresenta una sfida e sono entusiasta ed emozionato. Non vedo l’ora di iniziare e di risollevare le sorti del Bari. Voglio ripagare ora quanto mi hanno dato i tifosi in passato».

Il tecnico 56enne nativo di Pozzuolo Martesana ha voluto rispondere così a chi nutre qualche perplessità sulla sua inesperienza nelle serie minori: «E’ vero, non ho mai allenato in Serie C, ma conosco il calcio che è sempre lo stesso in qualsiasi serie. Alla fine c’è bisogno che ci sia un gruppo e che esso giochi al pallone. Mi sono già calato nella situazione e sono sicuro di poter dare qualcosa ai ragazzi. Sono convinto della mia scelta perché Bari è Bari e non è Serie C. Sono già proiettato al futuro e sto già pensando alla partita che giocheremo contro il Monopoli. Il mercato? Vedremo in questi giorni col presidente se si potrà e si dovrà intervenire. Mi ritengo un vincente ed ho voglia di vincere».

Quanto a come intende disporre i suoi uomini in campo: «A determinare il modulo di riferimento sono le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Arrivo a campionato in corso, quindi credo di partire da quanto fatto fino ad ora e cioè col 3-4-3 o 3-4-2-1. Valuterò solo successivamente se sia il caso di cambiare il sistema tattico, anche sulla base della disponibilità che mi daranno i giocatori. Non ho comunque uno schema fisso di gioco e spesso lo cambio durante una stessa partita. In questa settimana farò le valutazioni necessarie».

L’ex responsabile delle giovanili della Juventus ha quindi chiarito che nella sua scelta non ci sia lo zampino di Antonio Conte: «Non è stato lui a consigliarmi perché io a Bari ci ho giocato e ho dei ricordi bellissimi. Mi hanno entusiasmato la passione, la voglia di calcio e l’ambizione del presidente. Subentrare in corso non è mai semplice, ma il mio approccio sarà quello di sempre. Avrò a che fare con un gruppo che deve essere unito e del quale devo capire le problematiche incontrate fino ad oggi. Voglio che i ragazzi diventino una squadra e si sacrifichino uno per l’altro. Così come avveniva nel “mio” Bari che era una famiglia. Cercherò di parlare col cuore per rasserenarli e per far capire loro che nel calcio ci vogliono passione ed emozione. D’altronde, sono stato calciatore prima di loro. Ho bisogno però di conoscerli singolarmente e di capire dai più “anziani” come stiano le cose».

In chiusura l’ex AEK Atene ha ricordato i suoi maestri: «Come allenatore sono cresciuto e ho fatto la gavetta con Conte. Quando ho iniziato ad allenare solo, ovviamente ci ho poi messo anche del mio, ma qualcosa dei suoi insegnamenti è rimasto. A formare la mia idea di calcio sono però stati determinanti anche gli allenatori che ho avuto in carriera e parliamo di gente come Catuzzi, Salvemini, Trappatttoni, Lippi e Mondonico. Da loro ho anche rubato qualche segreto…».





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