De Laurentiis: «Carrera è entusiasta della scelta. Confermo il massimo impegno della società, altro che volere ancora la C…»



BARI – Il giorno dopo l’ufficializzazione di Massimo Carrera sulla panchina del Bari, in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore, Luigi De Laurentiis ha avuto modo do spiegare quanto accaduto negli ultimi tempi e negli ultimi due giorni “movimentati”.

«Questa è una stagione che fino ad oggi – ha esordito il presidente del sodalizio pugliese – è stata caratterizzata da diversi eventi sfortunati. Alludo alle positività al Covid di alcuni giocatori e del mister, ai tre rigori sbagliati e ora, nel momento più importante del campionato, ai tanti infortuni che si sono succeduti. Le ultime sono state delle settimane difficili, durante le quali l’aria dell’ambiente è stata pesante, ma è proprio allora che bisogna conservare la giusta lucidità e razionalità per prendere decisioni importanti. E come accaduto altre volte, sono qui a metterci la faccia. Ci tengo a ringraziare coloro i quali mi hanno accompagnato fino ad oggi e quindi mister Gaetano Auteri e il direttore sportivo Giancarlo Romairone, che hanno lottato ogni giorno, tra mille difficoltà, per questa squadra. Li ricorderò come persone vere. Quando però non arrivano i risultati voluti, bisogna effettuare le valutazioni del caso. Oggi vi presento il nuovo tecnico, Massimo Carrera, che abbiamo cercato e che si è dimostrato da subito entusiasta di tornare in questa città dove ha giocato nella sua carriera, dove è nata sua figlia e di cui porta bellissimi ricordi. Ha voglia di fare e di portare risultati, consapevole delle responsabilità connesse.

Il numero uno dei galletti ha poi voluto sgomberare con fermezza il campo da qualsiasi dubbio sulla volontà di continuare col massimo impulso il progetto ambizioso di rilancio della piazza: «Sono ormai tre anni che siamo qui e confermo da parte nostra il massimo impegno. Ho tanto sentito dire ultimamente che vorremmo restare in serie C ma non è affatto vero. Finora come società abbiamo investito decine di milioni di euro proprio per portare avanti un progetto che preveda il salto di categoria. Chi vorrebbe restare in una serie che rappresenta un investimento a fondo perduto, nel quale ci si ritrova a volte a giocare su campi di patate, dove non è possibile dimostrare il proprio gioco e la qualità dei singoli che si trovano costretti ad adattarsi alla situazione contingente. Le critiche ingenerose di questi giorni? Fanno certamente male, ma in fondo fanno comunque bene e fanno parte del mestiere e del mondo di questo sport. L’importante è che sia chiaro a  tutti quanto impegno giornaliero, quanta passione e quanta fede ci sia sempre in quello che facciamo. Puntiamo con Carrera al massimo risultato, ora o più avanti. Se dovremo continuare a riprovarci per salire di categoria, vorrà dire che ci riproveremo. La gente ha paura del futuro a causa di quanto accaduto in passato? Credo sia lecito, ma questo è un fardello che non può essere infinito!».

Circa la nomina del nuovo Direttore Sportivo, il 41enne romano ha anche colto l’occasione per spiegare le motivazioni del benservito a Romairone: «Stiamo ancora sondando per trovare la figura giusta. Le ultime 48 ore sono state molto complicate e caotiche. Non è stato facile fare questo passo, tra l’altro con un campionato in corso, ma a spingerci a prendere questa decisione è stata soprattutto  la voglia di cambiare aria e creare un nucleo tecnico rinnovato che potesse dare nuova linfa al gruppo. Starò da oggi ancora più tempo a  Bari per supportare il nuovo allenatore e il suo staff».

A chi ha definito deficitario il mercato di gennaio, il massimo dirigente del club biancorosso ha voluto spiegare il proprio punto di vista: «Se non ci fossero stati  tutti questi infortuni, adesso mi ritroverei davanti con i due capocannonieri del torneo. Andreoni era tornato in campo a gennaio come se fosse un nuovo arrivo, assicurando quello di cui necessitavamo in termini di gioco sulla fascia e di cross, ma poi abbiamo avuto la sfortuna di perderlo nuovamente. Lo stesso dicasi di Maita, Celiento, Rolando e così via. Non si poteva pensare di procedere ad un mercato stellare e abbiamo dovuto fare i salti mortali per portare qui Cianci. La sorte, purtroppo, esiste  e devo sottolineare che gli infortuni ci hanno creato problemi».

Il presidente si è congedato con un’ultima riflessione: «Il momento successivo alla finale persa, nella scorsa stagione, è stato il momento più complicato della nostra gestione. Oggi cerco di pensare in maniera positiva e propositiva e, sebbene questo sia un momento difficile, sono pieno di speranza. Se abbiamo fatto inizialmente delle scelte discutibili? In parte. Con maggiore buona sorte avremmo avuto più punti. Consideriamo anche che nel nostro girone c’è una squadra aliena che ha fatto più punti di tutti in Europa. Si fanno delle scelte e a volte non arrivano i risultati per tanti motivi».





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