Carrera: «Il mio gruppo è unito come in una famiglia. Dobbiamo crederci fino alla fine. Il Potenza? Può metterci in difficoltà…»



BARI – Alla vigilia della sfida interna contro il Potenza, in programma domani alle ore 17:30,  Massimo Carrera ha incontrato poco fa i giornalisti per la consueta conferenza stampa pre partita. Nella videoconferenza trasmessa sui propri canali ufficiali dal club dalla sala “Gianluca Guido” dello stadio “San Nicola”, queste sono state le prime parole pronunciate dall’allenatore del Bari che ha analizzato innanzitutto i progressi fatti registrare dai suoi giocatori: «Nel cambio di registro della squadra penso che sia stata fondamentale la disponibilità dei ragazzi. Ho trovato un gruppo unito e sembra di essere come in una famiglia. Ne è dimostrazione quanto accaduto ieri, quando il presidente è venuto a festeggiare il suo compleanno con noi. Tutti cercano di raggiungere lo stesso obiettivo, pensando al bene del Bari e non a quello personale. Cercare di eliminare ogni giorno i piccoli errori che si commettono fa parte del nostro lavoro settimanale. La squadra ha imparato a difendersi in 11 e quindi, se prendiamo gol, non è solo colpa della difesa, bensì di tutta la squadra. Quando si sbaglia bisogna supportare il compagno per rimediare al suo errore».

In questo momento i galletti stanno facendo la corsa sull’Avellino che è reduce da una striscia incredibile di risultati positivi, ma il mister biancorosso è ottimista: «Se l’Avellino va a 100 all’ora, vorrà dire che noi dovremo andare a mille allora. Sappiamo quello che dobbiamo fare e dobbiamo pensare a noi stessi, cercando di vincere tutte le partite. Dobbiamo crederci fino alla fine perché mancano tante partite, ci sono tanti scontri diretti e dobbiamo pensare solo a fare più punti possibili. Il mio obiettivo è vincere tutte le partite possibili e non importa come, se giocando bene o male. L’importante in questo momento è fare più punti possibili per arrivare più in alto che possiamo. Per farlo c’è bisogno però di avere una squadra equilibrata, compatta, nella quale tutti si impegnino nella fase difensiva e si sacrificano per il bene comune. Si gioca in 16 (perché abbiamo anche 5 sostituzioni) e chiunque vada in campo deve attaccare e difendere. Bisogna sacrificarsi l’uno per l’altro e correre perché il calcio è fatto di questo. non solo quando si è in possesso di palla, ma anche quando non lo si è. Penso che questo sia il segreto di una squadra di calcio».

Quanto alle condizioni dei singoli e agli eventuali sviluppi sul mercato degli svincolati: «Di Cesare? Le sue condizioni stanno migliorando, anche se gli manca ancora il ritmo partita. Oggi c’è la rifinitura, vedremo le sue condizioni e valuteremo se potrà essere disponibile dal primo minuto o meno. Il mercato? Non voglio ripetermi e ribadisco solo che, se ci sarà modo di intervenire, lo faremo. Ho un gruppo fantastico di giocatori che in campo danno l’anima. Per il momento siamo questi e dobbiamo continuare con questa cattiveria e questa voglia di vincere tutte le partite. Dobbiamo guardare solo noi stessi perché il destino è nelle nostre mani e non dobbiamo mollare di un centimetro».

L’avversario di domani si chiama Potenza, una compagine che ha cambiato volto con l’arrivo del nuovo allenatore. «E’ una squadra che gioca un buon calcio – ha dichiarato il 56enne di Pozzuolo Martesana – ho visto diverse loro partite e dall’arrivo di Fabio (Gallo n.d.r.) hanno iniziato a giocare col 4-3-1-2 che è un modulo difficile da contrastare. E’ un avversario da non sottovalutare e che ci può mettere in difficoltà. Non possiamo permetterci di andare in campo e pensare che, solo per il fatto che ci chiamiamo Bari, sia matematico vincere. Sarebbe un errore grandissimo. La partita successiva contro la Ternana? Il mio pensiero è rivolto solo alla gara di domani. Poi ci concentreremo sulle altre».

A chi gli ha chiesto se insisterà col modulo 4-2-3-1, il lombardo ha risposto col suo consueto pragmatismo: «In questo momento sto valutando la situazione, ma tutto dipende sempre dalla disponibilità che mi danno i calciatori. Io posso avere delle idee, ma dopo in campo sono loro che devono metterle in pratica. Oggi faremo la rifinitura, vedremo come stanno i giocatori anche fisicamente e poi deciderò come affrontare la partita di domani. Candellone e Sarzi? I giocatori che sono qui sono stati scelti come giocatori del Bari perché sono importanti. Bisogna quindi dare loro fiducia e aiutarli nella crescita, senza drammatizzare quando sbagliano e senza elogiare eccessivamente quando fanno le cose bene. Noi addetti ai lavori abbiamo il compito di dare dei consigli per curare il dettaglio ed evitare certi errori».

L’ultima battuta ha riguardato i ragazzi della “Berretti” che fanno ormai parte integrante del gruppo:  «Sono ragazzi ed è normale ci siano delle partite nelle quali si possa utilizzarli. Non bisogna però avere fretta perché purtroppo nel mondo del calcio i giornalisti fanno presto ad ammazzare un ragazzo giovane. Bisogna andarci coi piedi di piombo e metterli in condizione di giocare quando sono pronti. Allenandosi con noi hanno anche la possibilità di  imparare dai giocatori più anziani. Se ci sarà la possibilità e il loro miglioramento sarà notevole, avranno spazio anche loro».





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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