
BARI – Nel post gara della partita persa malamente dal Bari in casa contro il Catanzaro, Vincenzo Vivarini ha tenuto la sua conferenza stampa per analizzare a caldo il risultato finale.
«Purtroppo questa squadra continua a non dare segnali, a non avere reazioni – ha esordito l’allenatore del Bari – bisogna essere lucidi e analizzare la partita e come l’avevamo preparata. La prestazione non è stata all’altezza della situazione e i motivi sono tanti. Adesso li abbiamo in mente e non resta che lavorarci tanto, ma quando arriva la partita, tutto il processo si blocca. Da quando sono arrivato abbiamo avuto due partite a settimana e bisogna sempre pensare a preparare la gara più che a lavorare sui concetti».
Il mister dei biancorossi ha poi spiegato ancora più nel dettaglio la serata vissuta al “San Nicola” e, in un momento così difficile, ha comunque voluto mettere in evidenza qualche timido segnale positivo: «Oggi qualcosa si comincia a vedere, il lavoro difensivo l’abbiamo anche fatto discretamente e abbiamo fatto una prestazione anche ordinata, però è proprio mancata l’aggressività, la lotta e quella passione nel volere il risultato. Non ci abbiamo messo l’anima ed é mancato proprio tutto quello che serve per centrarlo. Nel secondo tempo ci abbiamo messo qualcosa in più da questo punto di vista, ma è chiaro che non basta. C’è da rimboccarsi le maniche e lavorare con più piglio e con più attenzione. Ancor di più di quello che già facciamo».
Secondo il 59enne di Ari i suoi ragazzi hanno più di un problema con cui fare i conti: «La squadra non ha problemi di nessun tipo dentro lo spogliatoio ed in settimana lavora molto bene, però poi viene meno quando si tratta di scendere in campo. Abbiamo problemi soprattutto sulla fase di possesso palla. Siamo arrivati sempre piano sulle aggressioni, sbagliamo passaggi facili e se lo fai contro una squadra come il Catanzaro che gestisce molto bene la palla, la partita si fa molto difficile anche perché devi pensare soprattutto a difenderti. Un’analisi di questa partita verrà fatta da me e anche dai giocatori e poi dobbiamo pensare a far bene contro l’Avellino. Nella scorsa settimana abbiamo cercato di lavorare sui concetti e sulla fase di possesso palla ed ora bisogna trovare il metodo migliore per cercare di fare punti nel prossimo match».
L’abruzzese ha poi spiegato qualche dinamica in più, utile ad inquadrare la situazione: «In questa Serie B bisogna giocare bene, sia in fase di possesso palla che in quella di non possesso. Da quando sono arrivato ho cercato di dare un ordine ben preciso ai reparti, di far mantenere molto le posizioni. Ho insistito sull’essere precisi sul lavoro difensivo. Poi però bisogna metterci quella grinta giusta per essere efficaci. Non abbiamo la bacchetta magica per riuscire a mettere tutto a posto, perché poi deve funzionare anche la fase di possesso palla. Altrimenti non riesci a giocare e, se nel momento in cui hai la palla e vai sempre in apprensione, vai sempre a forzare le giocate e la squadra avversaria ti aggredisce con i tempi giusti e si corre poi il rischio di fare le prestazioni fatta questa sera. Il lavoro da fare è tanto e in questo momento stiamo lavorando sui concetti più semplici, però ci vogliono anche dei concetti più complessi per cercare di essere efficaci».
Il tecnico dei galletti si è congedato con un’ultima riflessione: «La preoccupazione è tanta e l’ho detto già i primi giorni. Quando sono arrivato mi sono reso conto subito della situazione. In queste situazioni bisogna essere lucidi. Il mercato? La società sa il lavoro che bisogna fare. Non farlo comporterebbe andare in contro a dei pericoli molto alti. Adesso io ho solo la preoccupazione di fare punti contro l’Avellino, perché è importante…».

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