LA PRESENTAZIONE DELLA GARA, ARBITRO E PRECEDENTI – Il Bari deve raccogliere punti ad Avellino per continuare a sperare nella salvezza…


Bari e Avellino si sfidano, nell’anticipo della terz’ultima giornata di campionato, con obbiettivi diversi, ma altrettanto importanti. Per i biancorossi è, sportivamente parlando, questione di vita (salvezza) o di morte (retrocessione in serie C), mentre per gli irpini è in ballo il sorpasso del Cesena, in fase calante, e la conquista dell’ottavo posto che consente l’accesso ai play-off.

Per i biancoverdi c’è pure una motivazione, come dire, rafforzata, cioè la rivalsa per un torto subìto 18 anni fa al “San Nicola” quando il Bari allenato da Conte, subentrato a Materazzi, sconfisse l’Avellino per 1-0, con gol di Marchese, Due giornate prima, i biancorossi, matematicamente salvi, avevano ceduto i 3 punti in casa al Treviso che aveva in panchina Pillon, ex tecnico del Bari. Morale: il Treviso si classificò quint’ultimo e fu salvo, l’Avellino finì quart’ultimo e venne retrocesso. Anche se poi la squadra irpina fu ripescata, i tifosi non perdonarono ai biancorossi il trattamento diverso riservato ai due avversari e da quel giorno, 25 maggio 2008, nacque la storica rivalità.

Questa sera i biancoverdi di Ballardini possono vendicarsi non solo sconfiggendo gli avversari ma anche dando un duro colpo alle loro residue speranze di salvezza.

Per i biancorossi, dunque, il risultato di questa trasferta appare fondamentale: per la salvezza è indispensabile non perdere e i giocatori scelti da Longo devono veramente dare l’anima sul campo, indipendentemente dagli schemi tattici.

L’Avellino conta ben 18 marcatori, quattro in più del Bari, pur non essendo compreso tra le formazioni più prolifiche. Infatti, i biancoverdi hanno realizzato 40 gol e vantano un solo giocatore che in questa particolare classifica si è staccato dagli altri: è Biasci, autore di 12 reti senza l’ausilio di alcun rigore. Molto indietro c’è un altro attaccante, Russo, arrivato a quota 4., che precede la coppia composta da due stranieri, il centrocampista norvegese Palumbo e il difensore croato Simic, ex biancorosso. Hanno firmato due gol a testa i difensori Missori e Enrici e il centrocampista Besaggio. Chiudono la lista ben 11 giocatori che hanno realizzato 1 sola rete ciascuno: gli attaccanti Roberto Insigne (1 rig.), Favilli, altro ex Bari, Patierno, nato a Bitonto, Tutino, Crespo, ceduto a gennaio all’Union Brescia, e l’argentino Lescano, passato all’inizio dell’anno alla Salernitana, i centrocampisti Kumi e Sounas, greco, e i difensori Cancellotti e Izzo, arrivato nel mercato invernale dal Monza. Infine c’è anche il portiere Iannarilli, autore del gol del pareggio a Catanzaro al 95’. Va poi aggiunta l’autorete a favore di Ruggeri della Carrarese.

Il Bari ha giocato 23 partite ad Avellino, 12 in serie B, 5 in C, 2 in D, 1 in A e 3 in Coppa Italia. Le vittorie conquistate sono solo 3, i pareggi 10 e ugualmente 10 le sconfitte, i biancorossi hanno segnato 16 gol e ne hanno incassato 24. La prima sfida risale a  73 anni fa, precisamente al 1953, quando le due formazioni erano in serie D e impattarono per 2-2. Il primo successo in assoluto è stato ottenuto in serie C il 16 ottobre 1966 di misura con un gol dell’indimenticato Mujesan, ex proprio della squadra campana. La prima sconfitta fu registrata 7 anni dopo, questa volta in serie B, il 28 ottobre 1973. Il periodo più negativo per il Bari è stato dal 2008 al 2015, quando rimediò 4 sconfitte consecutive. Poi, nel 2018 si registrò l’ultimo successo, in B, con reti firmate da Nené e Cissé. Sulla panchina barese sedeva Fabio Grosso e su quella campana c’era Walter Novellino. Il Bari ha disputato le ultime 3 trasferte, sempre in serie C, nel 2019 e nel 2021, ad aprile e a dicembre. La prima finì in parità (2-2) con doppietta di Simeri, la seconda vide il successo dei biancoverdi con una rete di Fella a pochi minuti dalla fine e l’ultima si concluse con un altro pareggio (1-1): gli irpini rimontarono all’82’ con Kanouté il vantaggio di Antenucci, che trasformò un rigore al 33’.

La gara sarà diretta dal sig. Gianluca Manganiello, 44enne, di professione analista finanziario in una società di Corporate Performance Management di Torino, iscritto alla sezione di Pinerolo. E’ nato e cresciuto in Piemonte, ma il padre è originario di Pattano, una frazione di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. Vanta una lunga esperienza in serie A (119 partite) e in serie B è stato designato 132 volte, con 646 cartellini gialli, 25 espulsioni per doppia ammonizione e 26 per rosso diretto, 31 rigori concessi. I precedenti con il Bari sono tanti, ben 16, e porta bene alla squadra biancorossa: 8 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. In questo campionato ha diretto il 4 ottobre Bari-Padova 2-1. Le presenze con l’Avellino sono 10, con 2 successi degli irpini, 4 pareggi e altrettante sconfitte. L’ultima designazione risale al 4 marzo 2017 con la sconfitta interna dei campani per 0-5 ad opera del Perugia. Gli assistenti designati sono Marco Ricci, iscritto alla sezione di Firenze, e Marco Emmanuele, della sezione di Pisa. Quarto ufficiale è Giuseppe Collu, iscritto alla sezione di Cagliari. Al VAR c’é Giuseppe Forneau, della sezione di Roma 1, coadiuvato dall’AVAR Daniele Rutella della sezione di Enna.

L’incontro sarà trasmesso in diretta TV da DAZN e in radiocronaca diretta da RADIOBARI. Il fischio d’inizio allo stadio “Partenio-Lombardi”, costruito da Costantino Rozzi, presidente dell’Ascoli, nel 1973, denominato Partenio per la catena montuosa del Partenio che circonda la città e nel 2011 intitolato anche ad Adriano Lombardi, ex capitano e deceduto per sclerosi laterale amiotrofica (dimensioni m. 105 x 68, capienza 11.688 posti, superficie in erba sintetica) è fissato alle ore 21. 






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Il nostro collaboratore più navigato. Giornalista Pubblicista dal 1970 ed esperto soprattutto di statistiche e materie economiche.

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