Rolando: «Domenica è stata una giornata storta, ma il gruppo è solido e sano e possiamo fare bene. Ci manca tanto il nostro pubblico…»



Lo scivolone interno contro il Potenza, arrivato in modo davvero inaspettato, ha certamente mandato l’ambiente barese in depressione, ma è ora di rimboccarsi le maniche ed andare avanti. Questo è lo spirito che almeno trapela dalle parole di Gabriele Rolando che è oggi intervenuto in conferenza stampa.

L’esterno del Bari ha esordito con l’episodio dell’errore di Antenucci nella ripresa, tutto solo davanti al portiere dei lucani: «In quel momento non ho pensato a niente se non a rimboccarmi le maniche e continuare ad andare avanti, tant’è che abbiamo creato altre occasioni. Mirco non si discute, è un attaccante fortissimo, un leader dello spogliatoio ed è per noi importantissimo. Facciamo sempre affidamento su di lui. Domenica scorsa è stata una giornata storta, ma siamo forti, il gruppo è solido e sano e guardiamo subito alla prossima partita perché siamo consapevoli di poter fare bene e ci sono i presupposti per ribaltare la situazione».

La strada da percorrere è ben chiara: «Si deve lavorare tutte le settimane con maggiore costanza e con maggiore cattiveria. Quella di domenica è stata una partita difficile perché, soprattutto nel primo tempo, ci sono stati episodi a nostro sfavore come ad esempio il rigore che secondo me non c’era. La gara si è quindi messa subito in salita, ma nel secondo tempo siamo entrati più cattivi e abbiamo avuto le occasioni per fare gol. Purtroppo non ci siamo riusciti però dobbiamo sicuramente ripartire dall’atteggiamento della ripresa guardare avanti».

Quanto alle sue condizioni fisiche: «Personalmente mi sento molto meglio, sia fisicamente che mentalmente. Dopo un infortunio importante il mio fisico ha bisogno di carburare. Non ho avuto subito i 90 minuti nelle gambe e quindi qualcosina mi è mancata non essendo al 100%. So che si può fare sempre meglio e mi pongo degli obiettivi, cercando di migliorarmi. L’infortunio è alle spalle e quindi ora penso solo al futuro. Se mi manchi la rete? E’ normale perché non ho ancora segnato. Per il ruolo che copro, però, il fare assist equivale a fare gol. L’importante è che la squadra faccia bene e che arrivino i risultati».

Il 25enne genovese ha quindi analizzato in cosa la sua squadra stia mancando in questa stagione: «L’anno scorso giocavo nella Reggina dove ho vinto il campionato e quindi so bene che stare davanti sia molto più facile. Anche a livello mentale, vivi sulle ali dell’entusiasmo e hai voglia di dimostrare sempre il tuo valore. Se siamo terzi in classifica, vuol dire che qualcosina ci manchi. Ci manca ad esempio un po’ di continuità, un po’ di fortuna e qualche episodio a favore. Ci sono stati piccoli episodi che hanno fatto la differenza. Sappiamo però che ci aspettano nove finali e sabato c’è una partita molto importante, ma allo stesso tempo molto stimolante. Vorremmo giocare sempre gare così. Il mister ci dice di pensare una partita alla volta perché ci sono ancora tanti punti in palio. Siamo fiduciosi, il gruppo è molto solido, abbiamo voglia di dimostrare quanto valiamo e lo faremo già da domenica».

Il numero 9# dei galletti ha poi spiegato cosa cambi personalmente nel nuovo assetto tattico rispetto al vecchio: «Non cambia molto. Ho fatto entrambi i moduli in passato e mi trovo bene con l’uno e con l’altro. Nel 3-4-3 avevo forse più compiti difensivi, oltre a quelli offensivi, mentre nel 4-2-3-1 gioco un po’ più avanti, ma non è un problema. Su che fascia mi trovi meglio? Per me giocare a destra o a sinistra cambio poco. Ho  ricoperto in carriera entrambi i ruoli e per me l’importante è giocare, essere partecipe e decisivo per la squadra. Sono a completa disposizione del mister e lui sa dove e quando schierarmi».

Un problema che sta condizionando una squadra la cui rosa non è ricchissima di elementi, è certamente il problema delle espulsioni e, a tal riguardo, questo è il pensiero dell’ex Reggina: «Ci sono episodi che sicuramente bisogna cercare di evitare nelle prossime partite. L’episodio dell’espulsione di domenica è dovuto secondo me ad una questione di adrenalina perché c’era voglia di prendere la palla. E’ stato un intervento sporco, sulla palla, ma non cattivo sebbene l’arbitro l’abbia vista diversamente. Sicuramente queste cose ci insegneranno a fare meglio in futuro».

Il laterale biancorosso è tornato col pensiero anche al momento dell’inizio della sua esperienza barese: «La scelta che ho fatto a gennaio di lasciare dei compagni ed una società importante è stata in parte difficile. D’altro canto, quando ha chiamato il Bari, non ho esitato un attimo ad accettare perché questa è una piazza indiscutibile e sono molto contento di essere approdato in Puglia. Approfitto per ringraziare l’ex mister Auteri e l’ex Direttore Romairone perché se sono qui è grazie a loro. Sono venuto con tanto entusiasmo e adesso ne ho ancora di più. Ho ancora più voglia di dimostrare il mio valore e voglio far bene perché se faccio bene io e fa bene la squadra, ci sono i presupposti per continuare la mia avventura qui anche nei prossimi anni».

Il giocatore ligure ha infine speso una battuta sul momento particolare che sta vivendo anche il mondo del calcio a causa della pandemia: «E’ inevitabile che questa sia un’annata diversa dalle altre. Ne parlo anche con i miei compagni e concordiamo sul fatto che scendere in campo a vedere gli stadi vuoti sia veramente brutto. Soprattutto per noi giocatori. Entrare nel “San Nicola” e vedere lo stadio pieno è molto più stimolante. Non vediamo l’ora che ci siano gli stadi pieni perché giocare qui a Bari davanti ad una cornice di pubblico importante, rappresenta sicuramente una spinta in più».





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