Mignani: «Siamo bravi a reagire dopo aver subito un colpo. E’ difficile decidere chi far star fuori. Contro il Foggia sogno la carica di ventimila tifosi… »

Le dichiarazioni dell'allenatore biancorosso al termine del match vinto 3-1 a Campobasso



Nel post gara del match tra Campobasso e Bari, valevole per la nona giornata di serie C e vinto meritatamente dai pugliesi per 3-1, Michele Mignani ha tenuto la sua consueta conferenza stampa per analizzare a caldo il match.

«Alla fine le vittorie sembrano tutte facili, ma non lo sono mai – ha esordito l’allenatore del Bari mandando un messaggio a chi pensa che sia sempre una passeggiata – avevamo visto le partite del Campobasso e sapevamo che è una squadra viva, molto combattiva e molto organizzata. Prima del match c’era perciò la giusta attenzione e preoccupazione, però poi i ragazza in campo hanno fatto una buona partita. Abbiamo avuto occasioni anche per chiuderla prima, ma ritengo sia molto positivo la nostra capacità di tenere la testa alta e reagire dopo aver subito un colpo. Così come accaduto la settimana scorsa, siamo andati avanti e abbiamo messo a frutto le nostre qualità e la nostra forza».

Il mister dei biancorossi ha poi spiegato ancora più nel dettaglio il pomeriggio vissuto in Molise, con un occhio di riguardo al futuro e ai progressi da inseguire: «Oggi abbiamo giocato la palla con qualità, forse anche più di altre partite. Il Campobasso non ci aspettava ed esercitava una grossa pressione. Secondo me dobbiamo ancora migliorare nei tempi di attacco allo spazio e nel capire quando è il momento di andare verso la porta e quando è il momento di gestire la palla. Spero che con il lavoro si possa migliorare ancora. La condizione è buona, ma il campionato è lungo. Ci saranno dei periodi in cui troveremo più difficoltà, però secondo me è importante lo spirito, come quello col quale siamo venuti qua oggi, sapendo che sarebbe stata una partita non semplice e sfoderando l’atteggiamento che ci ha contraddistinto in queste prime partite».

Secondo il 49enne di Genova non è fondamentale finalizzare le tante occasioni, come accaduto oggi, ma mettersi in condizioni di averle: «Dico sempre che per me è importante riuscire a creare palle gol, più che trasformarle. Sarei stato preoccupato se non riuscissimo a crearne. Oggi avevamo di fronte una squadra che non concede molto, che è sempre aggressiva e noi siamo stati bravi anche nel muovere la palla da dietro con efficacia. In alcune occasioni forse abbiamo non dico forzato, ma provato spesso soluzioni nella nostra area di rigore finalizzate proprio al movimento della palla. Loro venivano a pressare molto alti e nel primo tempo abbiamo avuto un paio di possibilità per colpirli con una palla lanciata sopra la linea, ma non le abbiamo sfruttate. Dobbiamo ancora migliorare, ma rispetto alle prime giornate la squadra è cresciuta in consapevolezza e la condizione mi sembra buona perché arriviamo bene alla fine delle gare».

A chi gli ha chiesto della sfida alle porte contro i cugini foggiani, l’ex Modena e Siena ha risposto laconicamente: «Mercoledì si rigioca e ci aspetta un’altra partita difficile. Un derby sentito che ci impone di ricaricare velocemente le pile. Non c’è spazio per gioire e abbiamo solo il tempo giusto per riposarci e per recuperare le nostre forze».

Quanto alle scelte sulla formazione titolare: «Qui non è difficile scegliere chi far giocare, bensì scegliere chi far stare fuori. Questa è per me una fortuna e anche mercoledì prossimo sarà difficile decidere chi non schierare dall’inizio. Antenucci? Sono contento che ci sia stata una grande reazione da parte sua e che abbia disputato una grande partita anche Gigliotti perché non è facile, dopo tanto tempo, rimettere piede in campo e loro lo hanno fatto con grande personalità e qualità. Abbiamo riacquisita dei valori aggiunti e speriamo di utilizzarli nella maniera giusta da fino al termine del campionato».

Il ligure ha quindi parlato anche di Cheddira che è riuscito a segnare nel modo più difficile, dopo aver fallito un paio di ghiotte occasioni in precedenza: «I gol non sono mai facili e io che ho giocato a calcio lo so bene. Per gli attaccanti è importante trovare il gol, soprattutto in giornate come quella di oggi nelle quali ne sbagli due in precedenza. Il morale rischia di abbassarsi e sono quindi contento per lui che alla fine sia riuscito a trovare la via della rete. Come fanno tutti gli altri attaccanti, Cheddira fa un grandissimo lavoro e si rende utile alla squadra e questo ritengo sia giusto riconoscerglielo».

Il discorso del genovese si è poi focalizzato sul centrocampo: «Maita ha fatto un’altra buona partita. Per caratteristiche può fare sia il play che la mezzala. Ora aspettiamo con ansia il recupero di Di Gennaro anche se abbiamo ritrovato Bianco che ci dà delle soluzioni diverse. Purtroppo abbiamo perso Scavone e in mezzo al campo siamo un pochino più contati; dobbiamo essere bravi a utilizzare i ragazzi nel modo giusto e a centellinare le forze».

Il tecnico dei galletti si è congedato con un’ultima riflessione sull’eventualità, non tanto remota, che in occasione del derby contro il Foggia, al “San Nicola” ci siano 20.000 spettatori: «Mi piacerebbe per i ragazzi perché sarebbe per loro una nota di merito per quello che stanno facendo. Siamo riusciti in parte a riconquistare il nostro pubblico e speriamo di riconquistare tanti altri tifosi. So che, quando la gente di Bari si muove, lo fa numerosa e noi abbiamo tanto bisogno di loro».





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