Cianci: «Orgoglioso di indossare questa maglia e per lei sono pronto a dare anche la vita! Sto meglio e il derby contro il Foggia rappresenta…»



Due gol in meno di 90 minuti giocati nelle sue prime due gare nel Bari disputate contro Monopoli e Catania. Pietro Cianci si è presentato nel migliore dei modi alla tifoseria della sua città natale e oggi ha avuto la possibilità di interloquire con i giornalisti in conferenza stampa per raccontare un po’ di sé.

«Come ho già avuto modo di dire in un’intervista rilasciata lo scorso dicembre – ha sottolineato l’attaccante dei galletti – per me è un orgoglio indossare questa maglia e, fino a quando sarò qui, sputerò il sangue e sarò pronto a dare anche la vita! Se mi sento trascinatore di questo Bari? In questa squadra ci sono tanti giocatori forti e ognuno deve dare il suo contributo. Man mano che andremo avanti uno trascinerà l’altro».

Lui ed Antenucci formano una coppia di punte davvero invidiabile, da categoria superiore. Questa la sua opinione sul compagno di reparto: «Oltre ad essere un ragazzo eccezionale, Mirco è un grandissimo calciatore. Da quando sono arrivato qui mi ha dato tanti consigli. Non vedo l’ora di giocare accanto a lui perché per me assolutamente un onore poterlo fare. L’essere entrambi ai vertici della classifica marcatori è una cosa che sicuramente ci stimola a vicenda a far bene. Non è però importante chi faccia i gol, ma che si portino i tre punti a casa. Il trenino? E’ un modo di esultare che hanno introdotto tanti anni fa Tovalieri e Protti. Chissà che non si possa rifare…».

Il numero #8 biancorosso ha quindi spiegato le sue attitudini, caratteristiche e preferenze circa l’essere servito in corridoio, palla a terra, o in altezza con dei cross: «L’importante è che la palla arrivi al momento giusto, lì dove deve giungere compatibilmente al movimento che sto facendo in quel momento.  Sono alto 193 cm e quindi preferisco intervenire di testa molto di più che con i piedi. Qualche golletto l’ho fatto in entrambi i modi (ride n.d.r.). A prescindere da tutto, sarò contento di segnare, in qualsiasi modo lo si faccia. In quale contesto tattico preferisco muovermi? Nella mia carriera ho giocato in tanti moduli, dal 3-5-2 al 4-2-3-1, e sinceramente per me è assolutamente indifferente l’assetto tattico o con chi debba giocare».

Quanto alle sue condizioni fisiche: «Sto meglio. Avverto ancora qualche fastidio al piede, ma sto cercando di stringere i denti alla luce delle tante assenze che abbiamo. Nella prossima gara dovrebbero rientrare alcuni giocatori e sono felice di questo».

Riguardo al derby di sabato contro il Foggia, il 25enne di Bari vecchia ha le idee ben chiare: «So quanto tutti i tifosi ci tengano a questa sfida che per me rappresenta una bella possibilità. Al Foggia ho già fatto gol quando vestivo la maglia dell’Andria e chissà che sabato non possa ripetermi!».

La punta pugliese ha poi voluto lanciare un pensiero a chi lo ha aiutato a progredire calcisticamente: «Un doveroso ringraziamento devo farlo a mister Eziolino Capuano. Grazie a lui sono riuscita a migliorare. Potenza per me è stata un trampolino di lancio e sono contento di poter dire di essermi sentito sin da subito a mio agio in quella piazza. La mia esclusione dal Bari quando ero giovanissimo? Ormai è acqua passata. Non mi interessa più perché ora sono qui e mi concentro solo a fare il bene della squadra».

In chiusura l’ex Potenza ha citato due grandi calciatori che hanno fatto la storia del Bari: «Ventola? E’ stato un grandissimo calciatore. Caputo? Ciccio non lo conosco di persona, ma lo conosco come calciatore e sta confermando anche in Serie A di essere ancora un attaccante veramente micidiale».





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