Vivarini: «Umiltà e sacrificio, solo così si punta in alto! Contento dell’attacco, Antenucci letale! Quanto ad Awua, Schiavone e Floriano… »

Le dichiarazioni del mister biancorosso al termine del match Bari-Cartanzaro



BARI – Il suo Bari, anche contro il Catanzaro, ha allungato la serie positiva.


Quattro vittorie e due pareggi nelle ultime sei gare rappresentano un bottino niente male e sono motivo di orgoglio per Vincenzo Vivarini che ha così commentato in sala stampa la vittoria contro i calabresi: «Oggi è stata una partita un po’ complicata nel senso che loro palleggiavano tanto e facevano circolare bene la palla senza darci la possibilità di aggredirli. Ci hanno quindi costretti ad abbassarci e, soprattutto nel primo tempo, abbiamo sofferto. Proprio questa nostra capacità di tenere botta è un’altra caratteristica positiva della mia squadra che ha anche avuto un’ottima solidità difensiva. Tutto questo, unito all’umiltà, rappresenta la base per una squadra che vuole ambire ad obiettivi importanti. Per forza di cose non potevamo gettare la palla e cercare in fretta la profondità, bensì c’era bisogno di riconquistare campo giocandola. Abbiamo anche abbassato una mezzala per ovviare al loro pressing e fare un gioco in verticale con continui scarichi. Nel secondo tempo, tutto questo siamo riusciti a farlo molto bene. Abbiamo riguadagnato campo e siamo stati bravi a  raddoppiare. Il Catanzaro? Mi ha fatto una grande impressionato. Non buttavano mai via la palla e cercavano di metterci in difficoltà col gioco».

Il mister è soddisfatto anche di un reparto che comincia davvero ad ingranare: «Sono molto contento di ciò che hanno fatto gli attaccanti. Antenucci e Simeri, ma anche Neglia domenica scorsa. Si vedono i risultati del lavoro fatto e questo crea soddisfazione nell’allenatore. Ad Avellino abbiamo fatto ad esempio dei gol di qualità, propiziati dalla sincronia dei movimenti. Antenucci è un giocatore letale e l’ha dimostrato anche oggi, sebbene un plauso debba essere fatto anche a Berra per il suo assist. Il primo gol rispecchia molto il lavoro che stiamo facendo e la mentalità che dobbiamo avere per andare in porta. E’ importante essere bravi ad aggredire, riconquistare palla e fare delle ripartenze che ci permettano di andare in porta con la linea difensiva avversaria aperta. Oggi questo atteggiamento ha dato i suoi frutti».

Quanto al gruppo, l’ex Ascoli ed Empoli può solo tessere le lodi per ciascun suo uomo: «Ho trovato una grande disponibilità da parte loro. L’applicazione però deve migliorare in quanto i concetti nel calcio sono tanti. Quando ad esempio, come accaduto oggi, un avversario fa molta pressione devi avere forza, coraggio e qualità per uscire dalla morsa. C’è ancora tanto da lavorare, ma la squadra oggi mi è piaciuta perchè si è tenuta corta, mantenendo le distanze giuste tra i reparti. Ad Avellino? Abbiamo fatto qualche errore. Abbiamo avuto un calo di attenzione sulle mansioni in campo. I giocatori si sono rammaricati perché avremmo potuto portare a casa un risultato migliore. Non si può sempre vincere».

La situazione infortunati, dopo il match contro i giallorossi, sembra essersi leggermente complicata e i cambi lo dimostrano. «Oggi c’è stata un’intensità di corsa molto alta e abbiamo speso tanto – ha spiegato il 53enne abruzzese – i cambi sono stati quasi tutti obbligati. Di Cesare ha avuto un problema all’adduttore, Awua ha subito un piccolo colpo al polpaccio nel primo tempo e gli si è un po’ indurito, Bianco era stremato, Scavone in settimana ha avvertito un fastidio che si è riacutizzato. Hamlili? Resterà fermo 15 giorni ancora. Schiavone? Oggi è stato determinante. Nella ripresa dovevamo giocare di più la palla e lui è stato molto bravo a far trovare le verticali ai difensori. Ora dobbiamo essere bravi a conservare questa classifica e a migliorarci. Awua? Dopo stasera, ha guadagnato maggiormente la mia fiducia. È stato ordinatissimo nella prima partita e andava da destra a sinistra in modo disordinato. Lui ha forza e corsa ed è un centrocampista con facilità di aggressione. Doti indispensabili per una squadra di calcio».

Qualche parola Vivarini l’ha anche spesa su un singolo in particolare, al momento fermo stabilmente in panchina: «Floriano non gioca? Ho grande stima verso di lui e ho parlato col ragazzo. È un giocatore di qualità, ma il problema è tattico. Lo faccio giocare da mezzala, sulla fascia o in attacco? Avevo cominciato a provare il 4-3-1-2 che potesse far sprigionare le sue qualità. Ora è penalizzato dal modulo ed è più importante salvaguardare gli equilibri della squadra. Il ragazzo ne è consapevole. Oggi l’ho fatto riscaldare per farlo entrare, ma poi i cambi obbligati mi hanno fatto cambiare idea. Dobbiamo avere pazienza e sacrificio come quello che hanno mostrato oggi i ragazzi ai quali vanno i miei complimenti».





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E' il Direttore Responsabile della Testata. Giornalista Pubblicista dal 2002 e tifoso da sempre "unicamente" del Bari. Citazione preferita: "Chi non si aspetta l'inaspettato, non scoprirà la verità" [Eraclito].

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